Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 17): Lettere Francesi — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-17]

Seite: 351
DOI Seite: 10.11588/diglit.28095#0361
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S V t Tr IUMTïRATOo 35l
no state parecchie volte represse îe ma-
le intenzioni di molti turbolenti magistrati
nell’ atto stesso che scoppiar voleano , e
sconvolgere ogni cosa (1). Era accusato Ra-
birio di aver morto il tribuno Saturnino in
nn tumulto, che avea dato luogo ad uno
di questi decreti ; ed interesse era del se-
nato sostenere e proteggere il reo per con-
fermar la forza e la validità della legge •
Cesare all’ incontro volea dimostrarne l’in-
fermità e l’ ingiustizia condannando Rabi-
rio, e spegnere una pratica, della quale,
benchè usitata ed antica, s’erano sempre
doluti i tribuni. La chiamavan questi un’in-
frazione della costituzion fondamentale della

re-

(1) Itaque (juod plerumque în atroci nego-
tio solet, senatus decrevit, darent operam
consules, ne quid respublica detrimenti ca-
peret. Ea potestas per senatum, more roma-
no, magistratui maxuma permittitur, exerci-
Bum parare , bellum gerere, coercere omnibus
modis socios atque cives, domi militiaecjue
imperium, atque judicium summum habere.
Aliter, sine populi jussu, nulli earum rerum
consuli jus est. Sallust. de Bello CatiL
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