Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 17): Lettere Francesi — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-17]

Seite: 369
DOI Seite: 10.11588/diglit.28095#0379
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tlenti proye della congiura, messi in cu~
stodia i principali complici di essa, che ri-
masi erano in Rorna, e convinti dinanzi al
senato, venne hnalrnente Cicerone a pro-
por la gran questione, qual pena infligger-
si dovesse a’congiurati.

Fu 1’ opinion di Sillano console disegna-
to, che la pena che meritato aveano, era
l’ultimo supplizio ; nella qual sentenza mol-
ti altri dappoi parlarono (1). Sarebbevi cor-
so il senato tutto, se non fosse stato per
un tempo sviato dall’orazione di Cesare pre-
tore eletto, di cui ci ha trasmesso Sailustio
una imitazione , che credono male a pro-
posito alcuni la orazione stessa di Cesa-
re (2). Dimostrava egli esser contro le leg-

S1

(1) Catonem primum sentenbiam, putat de
animadversione dixisse, cjuam omnes ante di-
xerant praeter Caesarern . Acl Attic. XII. 21.

(2,) L’ abbaglio nasce da un luogo di Piutar-
co in Catone, che dice aver Cicerone disposto
per la curia persone, che con brevi note scri-
vessero tutto cid , che venisse detto in senato
in proposito deila sentenza de’ congiurati, e
cosi essersi conservata la orazion di Catone.
Ma egli è. verisiinile aver Plutarco male inte-
To: XYII. A a so,
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