Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 17): Lettere Francesi — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-17]

Seite: 374
DOI Seite: 10.11588/diglit.28095#0384
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Convengono gli scrittori tutti di queste
cose, che yenne in grande sospetto Cesare
d’ essere esso pure nella congiura intricato
anzi che no ; benchè nè sicura prova, nè
inanifesto indizio alcuno se ne abbia avuto
giammai: ii che dovea pure accadere, es-
sendo Cesare non meno prudente che am-
bizioso e’ fosse, e serbando, com' e’ face-
va, la tranquillità di un hlosofo nell’ agita-
zione della più forte passione. Egli sareb-
be asfatto inverisimile che quell’ islesso Ce-
sare, che giovinetto ancora non volle ce-
dere agl’ inviti di Lepido, non fidandosi
nè alia eapacità di lui nè all’occasione, e
che innanzi l’edilità sua conspiro, se pur
è vero, con Crasso, cosi pero che non fun-
ne se non se da' malevoli e nemici suoi ac-

cusato

cjuae praesidii caussa circumstabat, immode-
ratius perseveranti necem comminata est; et-*
iam strictos gladios usque eo intentans, ut
sedentem una proximi deseruerint, vix pauci
complexu, togacjue objecta protexermt. T'une
plane deterritus non ynodo cessit, sed etiam>
in reliquum anni tempus curiâ abstinuit. Svet.
in D. Jul. cap. 14. Plut. in Cæsare.
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