Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 17): Lettere Francesi — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-17]

Seite: 379
DOI Seite: 10.11588/diglit.28095#0389
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gioni che ne aliegô in difesa, e l’ acerba
vendetta principalmente , ch’ egli , uomo
per -altro mansueto e dolce, prese degli
accusatori, e di Novio questore dinanzi a
cui fu citato in giudizio, il provano, cred’
io, a qualunque dritto ingegno troppo piii
manifestamente, cbe luogo alcuno a dubi-
tarne rimanga. Le ragioni da lui addotte
si riducevano a questo, ch’ egli avea spon-
taneainente alcuna cosa della congiura di-
scoperto a Cicerone. Curio fu priyato de’
prérn], che gli ayea assegnato i] senato, co-
ine al primo discopritor delJa trama ; Vet-
tio fu in ogni modo maltrattato e punitoj
nè ando Novio esente da’ più acerbi gasti-
gbi, corae colui, che questore avea soffer-
to che un magistrato maggiore fosse dinan-
zi a sè chiamato in giudizio (i).

La

(1) Becïdit rursus in discrimen aliud, in-
ter socios Catilinae ?iominatus et apud No-
vium Nigrum cjuaestorem a L. Vettio judice,
et in senatu a Q. Curio , cui, cjjiod primus
cojisilia, conjuratorum detexerat, constituta
erant publica praemia . Curius e Catilina se
cognovisse dicebat ; Véttius etiam chirogra-

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