Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 17): Lettere Francesi — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-17]

Seite: 380
DOI Seite: 10.11588/diglit.28095#0390
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58o S A <5 G I o

La tranquillità dell’ innoceaza trasparisce
di fuori nella solidita delle difese, e nel
puro cornpiacimento di aver posto in chia-
ro la verità della cosa; siccome di fuori
sgorga il turbamento di un’agitata coscien-
za, trasforniato in desio di yendetta in fu-
rore ed in ira . L’ innocente crede avere
abbastanza punito ii denunziatore, avendo
dimostrato faisa la denunzia ; il reo vuole
che la pena dell’ accusatore possa servirgli
in testimonio, e sia in vece di quelia di-
fesa, che gli è impossibile di fare. Chiun-
que poi avrà attentamente studiato il ca-
rattere di Cesare, riconoscerà agevolmente

questo

phum ejus Catilinae datum pollicehatur. Id
'vero Caesar nullo modo tolerandum existi-
mans, cum , implorato Ciceronis testimonio,
cjuaedam se de conjuratione ultro ad ernn
detulisse docuisset, ne Curio praemia daren-
tur, esfecit : Vettium , pignorihus captis, et
direpta supellectiie, male mulctatum , ac pro
rostris in concione pene discerptum, conjecit
in carcerem : eodem Novium cjuaestorem, cjuod
compellari apud se majorem potestatem pas-
sus esset. Svet. in D. Jul. cap. 17.
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