Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 17): Lettere Francesi — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-17]

Seite: 390
DOI Seite: 10.11588/diglit.28095#0400
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facsimile
3c)0 S A G G I O

perto in casa di lui, doye si celebravano
i misterj della dea Bona (i); cirimonia re-
ligiosa, in cui le diyote feinmine abborri-
van talmente ciô, che sentiva un tal poco
Taltro sesso, che ricoprivan perfino le im*
magini de’maschi animali, che profanato
avrebbero il tempio (2). Clodio dunque ivi
sorpreso, condannato dalla invidia, piutto-
sto che dalla divozion delle matrone, pro-
vô che Cesare era una volta anch’esso quel-
lo, che avea tante e tante meritato d’ esse-
re, e fu chiaraato in giudizio come viola-
tor della religione.

Qual partito dovea prender Cesare in sx
dilicata congiuntura, in cui trattavasi o d’

essere

(1) P. ClocLiiim Appii Jiliuin credo te au-
disse, cum veste muliebri deprehensum domi
C. Caesaris cum pro populo fieret, etc. Cic.
ad Attic. ep. 12, lib. I.

Credo enim te audisse, cum apud Caesa-
rern pro populo Jieret, venisse eo muliebri
vestitu virum . Ep. i3 , ibid.

(2) ------ "pelari pictura jubetur

Qjicecumque alterius sexus imitata figu-

ram est. Juv. sat. 2.
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