Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 17): Lettere Francesi — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-17]

Seite: 397
DOI Seite: 10.11588/diglit.28095#0407
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1794bd17/0407
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
sül TnitxMViRATO. 3gy

trui, se non poteano ascendere essi stessi.
In ogni tempo i poveri han declamato con-
'tro le ricchezze, e i più deboli in savor
dell’ equilibrio . Pompeo, speranza già del
senato, e divenuto dappoi i’idolo, o piut-
tosto il sacrificator del popolo, era allora
poco contento deli’uno e dell’altro. Quest’
uomo, al quale il governo della più belJa
parte del globo era stato commesso, il Net-
tuno e il Giove dell’ imperio romano , sta-
va ora piatendo nei foro per ottener la
confermazione de’regoiamenti da lui fatti
in oriente.

Metello e Lucullo per le forti opposizio-
ni, che apportavano al decreto, sfogavano
sotto spezie del ben pubblico il particolare
odio , che nutrivano contro 1’ usurpatore
della lor gloria ; e Grasso naluralmente ne-
mico di Pompeo s’ era aggiunto agli avver-
sarj suoi (1) alla testa d’un partito, che
le immense ricchezze traggon seinpre seco
nutneroso, 1’ ordine cioè de’cavalieri (2),

pos-

(1) Appian. cle Bell, Civ. lib. II.

(2) Cato, cjiii miseros publicanos, Cjuos Jia-
buit amantissimos sui, tertium jam mensem

vexat,
loading ...