Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 17): Lettere Francesi — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-17]

Seite: 419
DOI Seite: 10.11588/diglit.28095#0429
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SUL ÏRIÜMtVtRÂTO. 4^9

e per la gioria e per lo splendore avesse
Cesare a teraere? In vece di ricuperare la
pristina autorità sua, a quali indegnità non
si abbassa egli mai? Non v’ ha nulla di odio-
so che non faccia Cesare intraprendere all’
emolo suo, non ombra di cui nol ricopra,
per via pîù scintillare esso stesso. Deesi
depriraere F autorità del senato? debbonsî
proporre sediziose îeggi? debbonsi eseguir-
le? hassi bisogno di minacciare, d’empiere
la città di arraati, per violare ogni legge,
facendo ogni sorta di violenza e d’ insulto
alla sacra persona di Bibulo (i)P Pornpeo
è d’ ogni cosa autore : l’ idolo di Roma è
da Cesare distrutto : l’ odio tutto e la pub-
blica esecrazione piomba tutta sul solo Pom-
peo; laddove l’umanità, la popolarità, la
riputazione, il potere> l’ autorità e la gra-
zia ridondan tutte nel solo Cesare. II cre-
dito dell’ uno è del tutto estinto, che tan-
ta debolezza dimostra, cagion di dispregio
anco appresso gli amici ,* 1’ estimazion dell’
altro piu cne mai Horisce, che di tanta sa-
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