Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 17): Lettere Francesi — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-17]

Seite: 435
DOI Seite: 10.11588/diglit.28095#0445
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é u l Tîiiijmvirato. 4^5
mato gli stranieri in soecorso ; de’cjuaîi poi
îutti alla fine sono stati poco meno ch©
schiavi. Soffrirassi mai sempre in un pae-
se diviso più volontieri uno straniero gio-
go, benchè più pesante, che il giogo de'
proprj compatrioti, avvegnachè più legge-
ro. O spererà colui che apre la strada a’
forastieri nel proprio paese cl’ imporre al-
trui il giogo, e di anclarne esso esente ; o
di buon grado subirallo, purchè il subisca-
no ancora i rivali suoi, sacrificando alla
particolar sua gelosia la libertà coraune. I
precetti, e gli esempli deîl’aver le nazioni
dall’ armi straniere protette e cinte servito
sempre o vincitrici o vinte, poco o nulla
varranno contro la ignoranza, o piuttosto
conlro la malignità umana.

Gli Arverni ingelositi della potenza dé-
gli Edui, unitamente co’ Sequani chiamato
aveano in soccorso, e con mercede con-
dotto i Germani, che di là dal Reno abi-
tavano, popolo bellicoso e feroce, che sot-
tomise gli Edui bensï, ma innamoratosi poi
del culto e degli agi delle Gallie, stabilito
erasi fra’ Sequani, molto più incomodo ed
aitiero verso gli alleati e conduttori suoi,

E e 2 di
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