Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 17): Lettere Francesi — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-17]

Seite: 455
DOI Seite: 10.11588/diglit.28095#0465
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SUL TrIUMVîRÂTG.-

me Cesare abbandonasse si tosto l’ impre-
sa della Magna, credono per avventura *
che Io stato di quel paese fosse altre volt©
cosï florido, come oggidx lo veggiamo, Ben
lungi da ciô puô dirsi ( toltone un certo
general carattere, che pare sussister sem»
pre lo stesso appo le nazioni ) che la co-
stituzione sua d’altre volté tanto dalla pré-
sente differiva, quanto il non sapere in
modo niuno lettere (1) disferisce dall’ esse-
re il più voluminoso scrittore d’ Europa,
quanto la lunghezza e intricatezza de’ piati
e litigi dal deciderli speditamente coll’ ar-
mi alla mano (2); e quanto le vagabonde
orde di Tartari e di Cosacchi sono diver-
se da un compostissimo e regolato corpo
di nazione, che si vanta avere appresso di
sè un’ ombra e il nome dell’ antico impero
ïomano. Non eravi al tempo di Cesare nel-

la

(1) Literdrutn secreta viri pariter, ac fae-
ndnae ignorant. Tacit. de Mor. Germ. c. 18.

(2) I Tedeschî ringraziano in Patercolo lib. IL
eap. 108 o 117 dissimulatamente Q. Varo, che
voleva fra loro introdurre lô leggi romane : cjuod
solita annis deeerni jure terminarentur,

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