Amico, Bernardino
Trattato delle Piante & Immaginj de Sacri Edifizi di Terra Santa: Disegnate in Ierusalemme secondo le regole della prospetiua & uera misura della lor grandezza — Firenza, 1620 [Cicognara Nr. 3932]

Seite: 28
DOI Seite: 10.11588/diglit.28446#0059
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*8 TRATTATO DE’ SACRI EDIFICII

to la pietosà madre, & in quel giorno saràgrandifìsimo pianto in Gierusà-
lernme, di più dicono, che parte di el7e donne fossero di Gaiilea, le quali
l’haueuano leguito pergran loro diuotione , e per le molte gratie, che ri*
ceuute haueuano. Nella iettera C. è la cala del milèrabiie ricco Epuio-
ne, nella quale i cani, animali irrationaii, hebbero più pietà, che l’animalc
rationale , leccando le fetide, e puzzolenti piaghe del mendico, e pouero
Lazaro. Lucacap. 16. D. Dinotala casadel Fariseo,nellaquale narra
Luca al ca.'i. conoscendo Maria Maddalena, che il Saluatore v’era col lù-
detto Fariseo : <Attulit alabajìrum vnguenti. L’atto di questa donnacosì
piena d’humiltà, fede, Iperanza, e di tanta carità non nacque da altro, ec-
cetto che dalla predicatione di Nostro Signore Giesù Christo, nel che si
seruì di quelle parole : Beati qui audiunt •verbum Dei,&cuHodìunt illud ; &
attentamente ruminando quella parola, verbum, nell’int elletto, talmentc
che ne restò illuminata,in virtù del qual lume s’auidde del mal’habito,per
cui era propinqua aU’inferno,e dalla gloria,che gli era promelsa molto re-
mota : Del che con sommo contento fatta accorta, non perdendo tempo,
di fatto fì spogliò del vecchio Adamo, e si vestì del nuouo, cioè di Giesù
Christo,spogliandosi non solo de li vitij -, ma ancora delli vani,e lalciui ve-
stimenti ; vestendosi d’vn vile, e penitential vestito : e dato di mano all’a-
labastro come di sopra andò,correndo alla Casa del Fariseo non altrimen-
te,che Cerua ferita al fonte di misericordia -, donde riceuè quel tanto, che
l’Euangelista dice, il che douea elser sofficiente elsempio ad ogni vero, e
deuoto penitente. E. insegna,che questa Casa sia stata di Veronica,della
qual donna non trouo cosa, che venga detta nè in l’vna,nè in l’altra Sacra
Scrittura *, eccetto quello, che versa nelle lingue del volgo : nè di ciò mi
marauiglio, perche se tutte le cole , che Nostro Signore Giesù Christo fe-
ce,& operò,fulsero state scritte,i volumi arriuerebbero in Cielo, oltre che
li Euangelisti non accennano Fincontrarsi di Maria V ergine,come nell’al-
tra palsata figura si dimostrò : ma molte,& alsai cose habbiamo noi per tra-
ditionc,vna delle quali è di questa donna, la quale, come credo io, hauen-
dolo visto,e sentito predicare in Gierusalemme,conuertire li peccatori il-
luminar li ciechi,sanar paralitichsireluscitar morti,e beilo,come lo chiama
Dauid nel làlmo ottantaquattro: Speciofus formapr<z filijs hominum ; e dop-
po anco lèntir cantar in sua gloria li fanciulli de gl’Ebrei, dicendo Benedi-
ssus, qui venit in nomine Domini ; & indi a pochi giorni palsar per auanti di
lei in quel modo a punto, che Isaia dice a cinquantatre capitoli •, Eccevidi-
mus eum non habentemJJeciem neque decorem, ajjeslus in eo non ejl, però toc-
ca dallo Spirito Santo , si commossèro tutte le viscerc sue aguisa di quella
donna,di cui dice Luca al cap. r i. Extollens qu<edam mulier de turba dixit il-
li,T>eatus venter,qui te portauit,&vbera,qu£ ftxijìi,&c. Questa donnanon
si può dire,che non sia stata lodeuolmente audace \ poiche così constante-

mente
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