Amico, Bernardino
Trattato delle Piante & Immaginj de Sacri Edifizi di Terra Santa: Disegnate in Ierusalemme secondo le regole della prospetiua & uera misura della lor grandezza — Firenza, 1620 [Cicognara Nr. 3932]

Seite: 62
DOI Seite: 10.11588/diglit.28446#0128
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D I T E R R A SANTA.

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AIzìMa della pajfata pzantct. Cap, XX XXVI1.

I SepoIchri,che sonodrentoallequarantacellein
circada prima, e la seconda notate alla pianta con ie
lettere E, hanno tre sepolchri per vna a modo di
poggioli, corae meglio si vede nel disegno de l’al-
zata, e particolare cella notate con le lettere G, E,
il G dinotail luogo doue si mettano i morti, e la E,
dinota la cella, e Taltre notate con la lettera F, han-
noi loro sepolchri tutti di rilieuo fatti, come anco
con ristessalettera notati sono alla pianta, e di bellistìmegrottesche, fregi,
e fogliami iui lauorati à lume di lucerna, e per certezza di ciò sòno tanto
grandi, che non può essere siano stati mestì dentro, ne tanpoco leuarli per
gl’angusti vsci,che in dette celle sono, e per andar insino all’vltime i gradi-
ni di esse tutti caiano, come per Io ritorno si sàle . La lettera C. dinota la
sala di questa marauigliosa fabbrica, la quale ha cinque porte notate con
lalettera D. tutte di vn pezzo, alte lètte palmi di canna, di larghezza tre,
e mezo, e di grossezza vn palmo lèmplice, come nel seguente disegno si
vede,le quali hanno iloro vsci fatti nel proprio,e vi stannojvna delle qua-
li tanto sottilmente è lauorata, che mentre si serra, a pena si Icorge la con-
giuntione, e quel che è di maggior importantia, si serra, & apre, ne si può
conoscere,come l'ingegno dels Architetto sia arriuato a tal iàpere,che hab
bia potuto iènza gangheri o bandelle dare il moto aila porta j solo veden-
dosi di sotto e di sopra neirestremità di esse porte entrare vna particella
tonda della medesima pietra della portae muro,quale damoltiviene
chiamato stantalo, che non si può penetrare, come poi dentro,oue non si
può vedere, siastata ipiccata dalla pietra pur medesima,che ièruepermu-
raglia, e giri, & habbia il moto j e se bene con sottilissìma inquisitio-
neho osseruato minutamente come si possa diigiugnere dal
muro;non ho mai potuto comprendere il modo,
per essere tanto sottilmente il contorno
di detto stantolo incauato, che
a pena ci cape vna pun-
ta d’agho,

Ts ESOR*
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