Antolini, Giovanni Antonio  
Il Tempio di Ercole in Cori — Mailand, 1828

Seite: 7
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/antolini1828/0010
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
NELLA CITTA DI CORI 7

trabeazione ; c di un carattere il più semplice che possa mai idearsi. Ella è in
proporzione alla lunghezza delle colonne come di uno a sei , e non di uno a
quattro, come comandano le regole, che legano il genio dell'inventiva, cambiandole
a seconda delle circostanze del luogo. L'architrave è di questa una quinta parte.
Il fregio è maggiore il doppio dell'architrave, ed eguale alla cornice. Le sedicenti
teste de' travi, che comunemente chiamansi triglifi (*), caratterizzano l'ordine, e
servono al fregio di serio e convenevole ornamento. La loro proporzione rispetto
alla cornice è di uno a due; ma la loro distribuzione non apparisce troppo felice

e bella, perchè mancante di euritmia. Dall' architetto si è voluto combinare i tri- Tav.

... II

glifi e agli angoli della fabbrica e sopra il mezzo delle colonne medie. Ne è

quindi venuto un disordine, perchè si è dovuto abbandonare quella unità che fu
sempre osservata nella distribuzione di tutte le parti. Se le colonne sono egual-
mente distribuite, se gì'intercolunnii disposti con egual simmetria, perchè nonio
sono anche i triglifi? perchè i triglifi all'angolo? perchè non sono essi in mezzo
alle colonne degli angoli come nelle medie? Si vuole pure che i triglifi siano, se-
condo l'invalsa opinione, le teste di que' travi che passano internamente a formare
il palco. Se si dovesse realmente fare la costruzione del tassello, si vedrebbe al-
lora il niun bisogno che si ha di porre all'angolo alcun trave, il quale non fa-
rebbe altro che raddoppiare l'architrave o nella fronte dell'edifizio, o nelle fian-
cate, e levare ogni ragione di ripetervi i triglifi: dunque per la solidità reale ed
apparente devono tutti trovarsi sopra il mezzo delle colonne. Per fare una novità,
sanzionata però dalle doriche maniere greche, ne è nata una irregolarità: irrego-
larità però ben piccola rispetto al tutto, la quale con facilità si può correggere,
affinchè tutto risulti dal suo bisogno, e produca quell'effetto di bellezza e facilità,
che mostrerebbe se l'uguaglianza dei triglifi nella loro distribuzione fosse uguale
da per tutto.

Sebbene le metope negF intercolunnii medii, come lo dovrebbero essere ne' la-
terali , siano alquanto più alte che larghe, da ciò anzi si rileva che se fossero
quadrate non mostrerebbero di esserlo in opera, perchè vedute di sotto in su alla
distanza dal Tempio, quanta ne dà la sua altezza (siccome appunto tale è soltanto
anche l'area su di cui è innalzato), la proiezione del pianetto dell'architrave ne
toglierebbe all'occhio qualche porzione, al compenso della quale saggiamente l'ar-
chitetto ha rimediato, facendo che la porzione tolta dalla proiezione del suddetto
pianetto niente facesse mancare alla vista la perfezione del quadrato, giacché si
vuole che sempre siano tali.

La cornice è di una misura poco maggiore di quella del fregio; e benché appa-
risca molto di più in maniera, che se non ne avessi io stesso prese le esatte mi-
sure, ne avrei ancor io dubitato, non lascia pertanto di dare alla vista il suo giusto

(*) Se i triglifi rappresentino realmente le teste de' travi che internamente passano a formare l'impalcamento, si vedrà
nell'Appendice agli Mementi di Architettura civile.
loading ...