Archäologisch-epigraphische Mitteilungen aus Österreich-Ungarn — 2.1878

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einer Villa eingemauert und von dem Besitzer derselben dem Museo civico geschenkt.
Oben Aetoma, r. und 1. Pfeiler, über diesen aufsetzend ein Bogen. Zwischen den
Pfeilern in Eelief eine Abschiedsscene; 1. auf einem Stuhl nach r. sitzend eine Frau
mit auf dem Kopf liegenden Obergewand, vor ihr zwischen den Stuhlbeinen ein kleines
Mädchen; rechts eine unbärtige männliche Figur in Chiton und Himation stehend;
Mann und Frau reichen sich die Hand. Unter dem Relief:

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Fase. 3 p. 119—133. P. Pervanoglu, intorno alV origine del leone
alato di Venezia — un emblema semitico del dio del sole, importato dall'
Asia minore mediante naviganti di Stirpe fenicio-jonica, e giunto alle piü remote regioni
quäle simbolo di quella divinitä che sotto forma di leone alato venne a quest' ultimo
seno del mare Adriatico dalle pianure dell' Assiria e della Babilonia, attraverso l'Asia
minore e le rive del Ponto — Marco stesso il cui nome ha suono latino non e poi
altro che il fenicio dio del sole: Macar, il quäle dalla Lidia transmigrb in occi-
dente, come l'Ercole di Assiria sotto forma di leone.

p. 290—304. A. de Steinbüchel-Rhein wall, bozzetto archeo logico
a dichiarazione di un passo di Erodoto IV 90 — nella storia non v' ebbe
realmente un popolo guerriero di donne a cavallo vale a dire di Amazoni; ma nelV
interno dell' Asia, particolarmente presso a' pellegrinaggi celebri, esistevano migliaia
di ierodule, ancelle de' templi, le quali dilettavano i passaggeri mercanti e pellegrini
con danze, giochi ed anche con evoluzioni a cavallo. Da' raeconti meravigliosi di questo
spettacolo, divulgato da' mercanti e da' pellegrini, si formb il mito delle Amazoni.
Erodoto intese veramente quanto narra, cioe appunto il raeconto meramiglioso di uno
spettacolo di simil fatta in un singolo tempio. Quando poi leggiamo presso gli an-
tichi, nominatamente in Strabone, che questo o quel celebre sacrario fii fondato da
un Amazone, questo e un modo di dire che verrebbe a significare come in quel luogo
trovavansi schiere numerose di simili ancelle sacre dl servizio del tempio.

Fase. 4 p. 313—317 mit Holzschnitt, P. Pervanoglu, idoletto cipr'io
rappresentante Venere, terra cotta del museo civico di Triesle, 0*35 hoch,
bereits von dem Verfasser beschrieben Archäol. Zeit. 1875 p. 54 folg. — p. 371—374
C. Kunz, monte San Michele presso Bagnoli, ricerche paletnologiche.

Vol. V fasc. 1 p. 1—37 Gr. Braun, il primo tipo dell' Orco.—p. 76—80
mit Holzschnitt, A. de Steinbüchel-Rheinwall, di una pittura in oro sopra
un vaso vitreo degli antichi cristiani di Aquileia — risale a' tempi degli Antonini.
II Salvadore vi e rappresentato circondato dagli astri, tra' quali il sole e la luna.
Da un de' lati vedesi accennato un gran monte (Sinai). II ramo di palma nella
mono del Salvadore, come pure il lauro, che si vede nel campo, convengono alla festa
religiosa.

Fasc. 2 p. 135— 154. P. Pervanoglu, Nemesi dea degli antichi
Greci sulle rive dell' Adriatico, mit Publication eines Altars aus Aquileia,
der auf der einen Seite eine Inschrift (C. I. L. III 813), auf den beiden Neben-
seiten Reliefs zeigt: ein Hase und ein Hirsch, je von einem Hunde überfallen. —
Archäologisch-epigraphische Mitth. II. 12
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