Archäologisch-epigraphische Mitteilungen aus Österreich-Ungarn — 5.1881

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petrone oblungo con quattro cavita agli angoli e due scanallature
parallele ai lati maggiori. Levata la pietra si trovö un avvolto, e
ben presto si mise allo scoperto una specie di cella funeraria, che
in un fianco fu trovata rotta ed aperta. Era piena di un terriccio
netto trapelato pelle fessure ed alta poco piü d'un uomo con
pochi metri quadrati di superficie. Conteneva un piccolo sarcofago
o meglio cinerario della lunghezza di circa l/„ metro. Aperto con
cura si trovarono in esso delle ceneri ed una scatola ovale for-
mata da una sottile lamina d'argento. Sul coperchio portava
punteggiate una croce nel senso della lunghezza e sotto di essa
un monogramma, che il relatore non pote accertarmi se fosse
r o qualche cosa di simile. La scatola conteneva una sostanza
irreconoscibile ad occhio nudo , ma esaminata col microscopio dal
prof. Canestrini della R. Universita di Padova si riconobbe esser
sangue. II cinei'ario e la scatola furono venduti ad Innsbruck e la
piccola cella fu distrutta; intal modo andö in rovina un monumento
cristiano semplice si, ma di speciale interesse. La relazione della
scoperta la devo all' onorevole sig. Leopoldo Branz, maestro in St.
Zeno e testimonio oculare del fatto.

Romeno

C. I. L. V n. 5073. II Mommsen publicö un frammento d' iscri-
zione trovato al maso di St. Bartolomeo; ora si e scoperto altro
frammento minore, che andava unito al primo.

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I due frammenti formano la fronte di un sarcofago; il maggiore
e alto 0"31, largo 0 63, il minore a. 0'21, 1. 043.

Rovereto nel Settembre 1880

PAOLO ORSI
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