Archivio storico dell'arte — 1.1888

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Contemporaneamente la Marchesana scriveva a Ludovico de Bagno pregandolo, per mezzo
del Cardinale suo signore, a ottenerle soddisfazione al suo desiderio -, 1 e quegli rispondeva
alli 12 luglio, che Monsignore illustrissimo suo padrone avrebbe mandato un messo al duca
Valentino appena che questi avesse potuto rimettersi da una grave caduta da cavallo. 2 Ma
già alli 21 luglio la Marchesana, per mezzo di Francesco cameriere del duca di Romagna,
riceveva il Cupido, 3 e accortasi che antico non era, scriveva nel giorno appresso al marchese
Francesco Gonzaga, suo marito : " Non scrivo de la bellezza della Venere perchè credo che
V. S. Thabbi veduta ma il Cupido per cosa moderna non ha pari. „ 4

Avvenuta la morte di Alessandro VI, e ritornato il duca d'Urbino nel suo Stato, fu ri-
chiesta ad Isabella la restituzione del Cupido. Il Cattaneo, ambasciatore mantovano a Roma,
la informava che il Duca d'Urbino intendeva riavere il Cupido per dare esempio agli altri,
dicendo che " quanto più spesa et faticha hebbe ad haverlo tanto più li era caro. „ 5 È no-
tevole che non si parli che della restituzione del Cupido ! Isabella d' Estc allora rispose al-
l'ambasciatore, dicendosi lieta che il Duca d'Urbino pensasse a ricuperare le cose sue disperse,
ma riguardo al Cupido gli ricordava come prima di richiedere la Venere e il Cupido al
duca Valentino ne avesse chiesto, per mezzo del proprio segretario Capilupo, il permesso dal
Duca d; Urbino stesso, che glielo concesse ; e chiudeva la lettera mostrando di credere ad
uno scherzo di questo.6 Comunicata la risposta della Marchesana al Duca, questi si mostrò
soddisfatto, e conchiuse che " S. S. potea piliare confidenza di maior cose de la roba et
persona soa. „7

Il Lange si chiede : ma con quale ragione si identifica questo Cupido della marchesa
Isabella con quello di Michelangelo ? Se ella sapeva che il Cupido era moderno, doveva
anche sapere che era opera di Michelangelo, e avrebbe ella dimenticato di menzionare nella
lettera sua 1' artista che aveva già compiuta la Pietà nella cappella del Re di Francia in
San Pietro, e che già da un anno circa lavorava intorno al David ? Non solo ella ne tace
il nome, ma anche i poeti di corte che cantarono la statua lo tacquero. — Veramente il fatto,
già accennato dal Condivi, che il Cupido di Michelangelo fosse donato ad Isabelle d' Este
dal duca Valentino coincide così con l'altro fatto, rivelato da documenti, del dono fatto da

1 Questa lettera è citata da Gaye, ma non si ritrova ne'copialettere della Marchesana, all'Arch. Gonzaga.

2 Arch. Gonzaga a Mantova, Lettera di Lod. de Bagno alla Marchesana di Mantova, Roma, 12 luglio 1502.

3 L'Alvisi (Cesare Borgia, duca di Romagna. Imola, 1878, pag. 536) riporta per intero la lettera d'Isabella
d'Este al marito, riportata solo per estratto dal Gaye.

4 lalvisi (op. cit., pag. 29 e 296) afferma che Cesare Borgia « per rendere più pregevole il dono, le fece
sapere non essere il Cupido antico, come Isabella credeva, ma di mano di Michelangelo. » Questo però non si
ricava da documenti. Potrebbesi piuttosto sospettare che Isabella, anche prima di ricevere la statua, avesse
qualche sentore ch'essa fosse moderna, poiché, scrivendo al card. Ippolito I, esprimeva desiderio di avere una
Venere antiqua de marmore piccola ma molto bona secundo la fama soa et così un Cupido. Non dice che
il Cupido fosse antico. — Ludovico Balneo o de Bagno, saputo che Isabella d' Este aveva avuto per altra via
il Cupido e la Venere, le scrisse mostrandosi dolente di non averle reso il servizio richiesto : « Ill.ma s. e pa-
trona mia, havemo inteso che vra S. senza opera nra ha avuto la venere e Cupido : ma lesservi stato dato per altra
via fa perdere a quella un sonetto e uno strambotto bellissimi... » (Arch. Gonzaga, Lettera da Roma, 8 agosto 1502).

5 Arch. Gonzaga, Lettera di Giovanni Lucido Cataneo alla Marchesa, Roma, 8 dicembre 1503. — L'asser-
zione del duca d'Urbino che il Cupido gli fosse costato spesa e fatica grande contraddice a quella d' Isabella,
e cioè che la statua fosse stata donata a quel Duca da Cesare Borgia. Ammesso che Isabella d'Este fosse stata
male informata, diminuiscono sempre più di valore le asserzioni del Lange sulla poca probabilità de' passaggi
della statua.

G Idem, Copialettere della marchesa Isabella d'Este, Lib. 16. Minuta di lettera diretta al Cattaneo. Mantova,
29 dicembre 1503. (Questo documento ci fu comunicato cortesemente dal signor A. Luzio).
7 Idem, Lettera dell'ambasciatore suddetto alla Marchesa, Roma, 24 gennaio 1504.
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