Archivio storico dell'arte — 1.1888

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ARCHIVIO STORICO DELL'ARTE

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" Un amorin che dorme sopra una pelle di Leone extimatto scudi otto.
n Un amorin piedino che dorme sopra un sasso, ha due papaveri in mano e stimatto scudi
cinque.

„ Un amorin che dorme sopra un sasso e stimato scudi venti.

„ Un altro amorin che dorme sopra una pelle di Leone con un funerale in mano e stimato
scudi venticinque, j,1

I due Amorini principali, quello di Michelangelo e l'altro attribuito a Prassitele, si distin-
guono dagli altri pel valore loro assegnato, di scudi venti al primo, di venticinque al secondo ;
mentre gli altri due sono stimati l'uno cinque e l'altro otto scudi. Tre di essi, due anni dopo
quell'inventario, vennero acquistati per Carlo I re d'Inghilterra, innanzi che Mantova fosse
saccheggiata dagl'Imperiali. Sin dal 1625 il Re aveva mandato a Mantova Nicola Lenier,
suo maestro di musica e intelligente d'arte per acquistarvi dipinti \ e questi col pittor francese
Daniele Nys tentò l'acquisto de' monumenti d'arte posseduti dai Gonzaga. Nel 1629 il Nys
riuscì a comprar quadri per 68,000 scudi, ed altre statue e quadri comprò ancora dal Duca
di Nivers; cosicché nel 1631, alli 13 di giugno, quel pittore scriveva da Venezia avvisando
Tommaso Cary della sua intenzione d'inviare in Inghilterra con la prima occasione i quadri
e i marmi comprati a Mantova, pitture di Tiziano e di Raffaello, statue antiche e tre putti,
uno del Buonarroti, il secondo di Sansovino e il terzo di Prassitele. " These three children
are, „ scriveva, " above price and are the rarest things which the Duke possessed. „3 E alli
4 agosto 1632 da Venezia salpò una nave carica di quei tesori dell'arte italiana per l'Inghil-
terra, come il residente inglese in Venezia ne dava avviso al segretario di S. M. Britannica,
sir John Coke. Ed è là, oltre la Manica, ove il Cupido di Michelangelo dorme da più di
due secoli e mezzo, di un sonno più profondo che nel gabinetto elegante d'Isabella Estense.4

II Lange non ebbe cognizione di documenti qui citati, ne dell'inventario d'Isabella, nè
delle lettere prodotte dal Sainsbury \ e tanto lui che il Richter cercarono se la tradizione po-
teva applicarsi alla statuetta del Sonno che oggi adorna il Museo mantovano. Qui a ragione
escludono l'ipotesi comunemente accolta a Mantova, ripetuta anche da Charles Clement, 5 che
si tratti del Cupido di Michelangelo. Le notizie della provenienza lo mostrano derivare dalla
collezione del duca Vespasiano Gonzaga di Sabbioneta (1531-91), ed esistere in essa circa
al tempo in cui Raffaello Toscano vantava i due Cupidi d'Isabella. Alessandro Lamo discor-
rendo del Casino di Sabbioneta dipinto da Bernardino Campi, accenna al " Cupido di finis-
simo marmo antico acconcio in atto graziosissimo d'un fanciullo che dorma;,,6 e da Sabbio-
neta, soltanto verso la fine del secolo scorso, fu trasportato a Mantova.7 C'è accuratezza di la-

1 Avch. Gonzaga, Inventario honorum haereditatis quondam Seren. Ducis Ferdinandi confecto ordine
Ser. Ducis Vincentii li, anno 1627. (Registro: D. VE, N. 1. - Fu pubblicato poco correttamente da Carlo
d'Arco (op. cit., v. II, p. 168-169).

2 « Questi tre putti sono superiori ad ogni prezzo ed erano le più rare cose possedute dal Duca. >>

3 W. NOEL Sainsbuey, Originai unpublished papers illustrative of the life of sir Peter Paul Rubens
as an artist and a diplomatisi. Preserved in H. M. State paper office, with an appendix of documents respecting
the Arundelian collection ; the Earl of Somerset's collection ; the great Mantuan collection 5 the duke of Bu-
ckingam, Gentileschi, Gerbier, Honthorst, Le Seur, Myttens, Torrentius, Vandervort, ecc. London, 1859, p. 330
e seguenti.

4 Nel Catalogue et description of Ring Charles I, Capital of Pictures, Statues, ecc. (London, W. Ba-
thoc, MDCCLVII, alle pag. 101, 102 e 103 trovami indicati, sotto i numeri 1249, 1267, 1268, tre Cupidi dormienti.

5 Michel Ange, Léonard de Vinci, Raphael. Paris, 1861 et 68, p. 329.

G Discorso di Alessandro Lamo intorno alla scoltura e pittura, ecc. Cremona, 1774. (La dedica è scritta
dal pittor Malosso al duca Vespasiano Gonzaga e porta la data 1584).

7 BORSA, Museo della R. Accademia di Mantova. In Mantova, MDCCXC, p. 91.
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