Archivio storico dell'arte — 1.1888

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ARCHIVIO STORICO DELL' ARTE

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a Roma, Floramonte e Ludovico Brognolo.1" Il Cupido,,, scriveva ad Isabella d'Este Cristo-
foro Romano, " quale a tolto M. Lodovico brognolo per V. S. è cosa excellente e singulare
e potrassi mostrare sicuramente per Cosa rara e vale ogni denaro e vi giuro per lo Dio chio
adoro che sei fussi stato tolto in nome da altra persona che di V. S. chel non saria mai uscito
di roma, „2 Baldassare Castiglione co7 suoi versi lo descrive assopito, in atto di riposare
sulla pelle d'Ercole e con la clava sottoposta al capo, che gli serve da guanciale. " Prassitele, „
canta il poeta, " cangiò in marmo di Paro il dormente fanciullo di Venere, ancor molle di su-
dore. „ E seguita, invitando " chi passava vicino al fanciullo, di andarsene o di starsene cheto,
affinchè ci non si scuotesse dal sonno. „ - " Vero ò, „ soggiunge, " ch'egli ha gettato la face e
la faretra, ma tu devi temere la sua clava. „3

Il prezioso Cupido fu causa anche di dualismo fra Isabella d'Este e Lucrezia Borgia, poi-
ché, avendo Mario Equicola letto alcuni epigrammi di Ercole Strozzi : In Cupidinem mar-
moreum super leonis spolio dormieniem Illusiriss. et excellentiss. D. Lucreiice Borgive Due.
Ferraricu, non potea capacitarsi delle lodi profuse in quelli a Lucrezia, poiché il Cupido
descritto corrispondeva a quello d'Isabella. Il dio d'Amore, secondo il poeta, era stato pietri-
ficato dal lampo degli occhi di Lucrezia- l'occhio di questa era paragonato al sole che ab-
bacina chi vuole fissarlo.4 L'Equicola cercò allora l'originale degli epigrammi, e trovatolo, e
vedendoli proprio di mano di Ercole Strozzi, investigò se negli appartamenti ducali si tro-
vasse un Cupido, e finalmente lo trovò presso al letto della Duchessa, una cosa nuova et vo-
gliono persuadere sia vecchia. Indignato l'Equicola che si volesse gareggiare con Isabella
d'Este, si ripromise di prendersi qualche sfogo, e ne scrisse intanto alla Marchesana sua, mo-
strando di desiderare, per amore di lei, poco meno che la palma del martirio.5

Ora possiamo, con la scorta de' poeti e de' cataloghi, disegnare le essenziali differenze tra
i due Cupidi, quello di Michelangelo e l'altro attribuito a Prassitele. Questo cantato dal Ca-
stiglione, è un Ero-Eracle, con la clava sottoposta al capo.

Hic Amor Herculea sopitus pelle quìescit :
Pulvinum capili subdila clava facit.

Che tale fosse può desumersi anche dall'inganno dell'Equicola nel leggere i versi catul-
liani dello Strozzi diretti al marmoreo Cupido u pietrificato dal lampo degli occhi „ di Lu-
crezia Borgia. L'Equicola non poteva persuadersi che i versi dello Strozzi non fossero stati
ispirati dal Cupido antico d'Isabella d'Este; poiché pure si descriveva Amore languidamente
dormiente sulla distesa pelle del leone Nemco, benché in atto di tenere ancora stretto con la

1 La lettera del Cardinale di Santa Prassede a Isabella, è delli 10 dicembre 1504 (A. BEETOLOTTI, Artisti in
relazione coi Gonzaga, signori di Mantova. Modena, Vincenzi, 1885). Un'altra lettera alla stessa delli 17 gen-
naio 1505, è di Floramonte Brognolo (non Lodovico, come stampa il Bertolotti, p. 171). Una terza lettera edita
dal suddetto, è di Lodovico Brognolo delli 8 luglio 1505. Nella lettera riprodotta dal B., leggasi: per ogni ri-
specto invece ebe per ogni risposta, e dopo le parole maxime che il cavalier bavera Casteluchio queste al-
tre ommesse non perho senza grandissima faticha et dificulth. Li 26 luglio 1505, Isabella d'Este scriveva a
Lodovico Brognolo, raccomandandogli il Cupido (Arcb. Gonzaga, Copialettere, n. 18, filza II, n. 9); e non la-
sciava ad un tempo di rivolgersi a Francesco Maria d'Urbino, il quale rispose una lettera tanto a lei che al
marchese Gonzaga, mostrandosi pronto a soddisfarne il desiderio (Arch. suddetto, Lettera con la stessa data,
7 luglio 1505, Eoma).

2 Lettera pubb. per estratto dal Bertolotti. Op. sudd.

3 Carmina quinque illustrium poetarum Petri Bembi, Andreas Naugerii, Balthassaris Castillionii, ecc.
Bergami, MDCCLIII.

4 Herculis Strozae Titi filii carminum. Venetiis, in asdibus Aldi et Andreas Asulani soceri, M.DXIII, p. 86 e seg.
0 Luzio, I precettori d'Isabella d'Este. (Per nozze Renier-Campostrini, 1887).
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