Archivio storico dell'arte — 1.1888

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LE OPERE DI DONATELLO IN ROMA

E si considera la storia dello svolgimento dell'arte dona-
telliana, a cui da qualche tempo si applicano con amore
illustri critici d'arte, rimane quasi oscuro un de'punti che
più importerebbe di chiarire, cioè il periodo della seconda
sua venuta in Roma. " Partitosi poi da Fiorenza, scrive il
Vasari, a Roma si trasferì, per cercar d'imitare le cose degli
antichi più che potò „. Di questa imitazione, di questa in-
fluenza dell' arte classica su quello spirito originale, che
nel suo gagliardo naturalismo si ribellava all'ideale e alla
convenzione, è difficile ritrovar traccia nelle opere che suc-
cedettero al suo primo viaggio col Brunelleschi, e più tardi essa non è visibile che in un pic-
colo gruppo di suoi lavori. Certo sarebbe importante di poterla cogliere nel punto ch'egli la-
vorava avendo sotto gli occhi i grandi esemplari classici ; ma nella scarsezza in cui siamo di
fonti storiche e di materiali, ho creduto ad ogni modo non inutile il raccogliere e procurar
di chiarire le poche notizie che abbiamo sulle opere di quel periodo.

Sulla data della seconda venuta a Roma di Donatello non può cader dubbio ; dice infatti
il Vasari ch'egli lavorò nell'apparato delle feste per l'incoronazione dell'imperator Sigismondo,
che ebbe luogo il dì .31 maggio 1433. Con questa data concordano altri due fatti : cioè l'esser egli
stato chiamato a Roma da Simone, secondo che riferisce il Vasari stesso, perchè vedesse, innanzi
di gettarlo in bronzo, il modello della sepoltura da esso fatta per papa Martino V, che era
morto nel febbraio del 1331 ; e l'avere lo stesso Donatello scolpita nella chiesa d'Aracoeli la
pietra sepolcrale dell'arcidiacono d'Aquileja Giovanni Crivelli, morto nel 1432. Poco dopo le
feste dell'imperatore Sigismondo, ritroviamo Donatello in Toscana ; ma poiché il suo soggiorno
in Roma non dovette essere molto breve, a giudicarne dalle opere che vi fece, la sua venuta
deve riportarsi al 1432 o forse anche alla fine del 1431, nel quale periodo di tempo non abbiamo
altra notizia di lui.

La causa della sua venuta, cioè per vedere il modello del monumento di Martino V fatto
da Simone (che il Vasari dice fratello di Donato e invece par che fosse Simone Grhini) è ri-
ferita dal Vasari stesso con un dicesi. Ma dato pure che in questa diceria ci fosse qualcosa
di vero, non par credibile ch'egli intraprendesse così lungo e costoso viaggio solo per questo ;
ed è piuttosto da ritenere ch'egli ci venisse per qualche commissione di lavori, cogliendo questa
occasione per perfezionarsi nello studio degli antichi modelli.

Dei lavori eseguiti da Donatello in Roma, il Vasari parla di un solo, cioè del Tabernacolo
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