Archivio storico dell'arte — 1.1888

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ARCHIVIO STORICO DELL'ARTE

melitani, Frate Pietro di Novellava, alla marchesana
Isabella d'Este; 1 ma un'altra risposta, anteriore di un
giorno, è stata pubblicata dal Luzio. Il frate carmeli-
tano faceva sapere alla Marchesana di Mantova che
Leonardo, dappoi che si trovava a Firenze, non aveva
che fatto un cartone della « Sant'Anna », e messo mano
a ritratti eseguiti da due suoi garzoni. Il documento
è prezioso, non solo perchè viene delineato mirabil-
mente il carattere di Leonardo, ma anche perchè
determina che il quadro del Louvre non fu, come pa-
recchi ritennero, opera degli ultimi anni dell'artista.
Ecco il documento :

« 111.ma et Ex.ma D.na etc. Hora ho havuta una
» di V. Ex. et farò cum omni celerità et diligencia
» quanto quella me scrive; ma per quanto me oc-
» corre la vita di Leonardo è varia et indeterminata
» forte, sì che pare vivere a giornata. Ha facto solo
» dopoi che è ad Firenci uno schizo in uno cartone,
» finge uno Christo bambino de età cerca uno anno
» che uscendo quasi de bracci ad la mamma piglia
» uno agnello et pare che lo stringa. La mamma quasi
» levandose de grembo ad S.ta Anna piglia el bam-
» bino per spiccarlo da lo agnellino (animale immo-
» latile) che significa la Passione. Santa Anna alquanto
» levandose da sedere pare che voglia ritenere la fì-
» gliola che non spicca el bambino da lo agnellino,
» che forsi vole figurare la Chiesa che non vorrebbe
» fussi impedita la passione di Christo. Et sono queste
» figure grande al naturale, ma stano in picolo car-
» tone, perchè tutte o sedeno o stano curve, et una
» stae alquanto dinanci ad l'altra verso la man sinistra ;
» et questo schizo ancora non è finito. Altro non ha
» facto, se non che dui suoi garzoni fano retrati et
» lui a le volte in alcuno mette mano; dà opra forte
» ad la geometria, impacientissimo al pennello. Questo
» scrivo solo perchè V. Ex. sapia eh' io ho havute le
» sue. Farò l'opra et presto darò adviso ad V. Ex.
» ad la quale mi raccomando et prego Dio la conservi
» in sua gratia ».

Florencie 3 aprilis MDI.

Serv. Obs.

Fi-. Petrus Nuvolarie
Carni. Vie. Gen.

Leonardo scelto a perito. - Insistenze
d'Isabella d'Kste a Leonardo nellUOl. —

La marchesana Isabella aveva conosciuto Leonardo a
Milano nelle frequenti visite alla sorella Beatrice,
come si desume anche da una lettera delli 3 mag-
gio 1502 a Francesco Malatesta, suo incaricato a Fi-
renze. Isabella desiderava far l'acquisto di certi vasi,
e diceva al suo agente di farli stimare da persone
competenti « come seria Leonardo depinctore quale
» staseva a Milano che è nostro amico. »

1 Girolamo Luigi Calvi, Notizie dei principali professori di
belle orli c/te fiorirono in Milano, l'arte III. Leonardo da Vinci.
Milano, Burroni, 1S69.

Non disanimata dal lungo aspettare il quadro per
lo studiolo, Isabella insisteva sempre con umili solle-
citazioni. Così Ella scrisse, alli 24 maggio del 1504,
a Leonardo stesso:

« D.no Leonardo Vincio pictori ».

« M. Leonarde. Intendendo che seti fermato in
» Fiorenza siamo intrate in speranza de poter conse-
» quire quel che tanto havemo desiderato, de havere
» qualche cosa de vostra mano ; quando fusti in questa
» terra et che ne retrasti de carbono, ne promettesti
» farai ogni mo' una volta di colore. Ma perchè questo
» seria quasi impossibile non havendo vui comodità
» di trasferirvi in quà vi pregamo che volendo satis-
» fare a l'obligo de la fede che haveti cum noi voi iati
» convertire el retratto nostro in un'altra figura che
» ne sarà anchor più grata, cioè farai uno Christo
» giovenetto de anni circa duodeci, che seria de quella
» età che l'haveva quando disputò nel tempio, et facto
» cum quella dolceza et suavità de aiere che haveti
« per arte peculiare in excellentia. Se serrimo da voi
» compiaciute de questo nostro summo desyderio, sa-
» piati che ultra el pagamento, che vuy medesimo
» voreti, vi restarimo talmente obligate che non pen-
» sarimo in altro che in farvi cosa grata, et ex nunc
» ne offerimo ad ogni comodo et piacere vostro, ex-
» pectando da voi votiva resposta, et ali piaceri vostri
» ce offerimo. Mantue XIIII maij 1504 ». Questa lettera
presentata da Angelo del Tovaglia a Leonardo non
ottenne l'effetto sperato; e così scriveva li 27 maggio
ad Isabella quel suo incaricato :

« Io hebbi le lettere de V. S. insieme con quella
» de Leonardo da Vinci al quale la presentai et lo
» persuade et confortai con efficace ragioni a dovere
» per ogni modo compiacere la Ex. V. di quella figura
>■ de Christo piccolino, secondo la domanda sua. Lui
» troppo me ha promesso di farlo ad certe ore et tempi
» che li sopravanzeranno ad una opera tolta a fare qui
» da questa Signoria. Io non mancherò de solicitare et
» esso Leonardo et etiam lo Perugino de quella altra:
»> l'uno et l'altro mi promette bene et pare habbino
» desiderio grande de servire la S. V., tamen me du-
» bito forte non habbino a fare insieme ad gara de
» tarditate: non so chi in questo supererà l'altro; ten-
» gho per certo Lionardo babbi a essere vincitore, tut-
» tavia dal canto mio con ambedui farò estrema dili-
» gentia. »

L'ultimo d'ottobre 1504 Isabella tornava alla carica,
scrivendo a Leonardo, il quale lavorava allora intorno
al cartone della battaglia d'Anghiari: « quando seti
» fastidito de la historia fiorentina voglati : per recrea-
>•> tione mettervi a fare questa fìguretta... »

Noi abbiamo riportato per intero i documenti o i
tratti di documenti regalatici dal Luzio in una sua op-
portuna digressione; ma facciamo voti di vedere tutti
i documenti, concernenti le relazioni del sommo Leo-
nardo con Isabella d'Este, integralmente pubblicati.

A. V.
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