Archivio storico dell'arte — 1.1888

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LA CASA E LO STEMMA DI RAFFAELLO

Ma ciò non parendo sufficiente a rimuovere i dubbi, non restava che augurarsi cosa che
pareva follia lo sperare, che cioè da qualche parte uscisse fuori un qualche disegno della
casa di Raffaello, colla indicazione precisa del suo sito. E il documento, grazie al prof. Rossi,
instancabile e fortunato ricercatore di memorie raffaellesche, è venuto fuori; e quasi non ba-
stasse il determinare che proprio lì era il palazzo di Raffaello conservatoci dalla stampa del
Lafreri, esso ha voluto anche dirci che quella era la casa dove elgi stava, e che morse quivi.

Il rozzo disegno dell'Alfani è identico, nel primo piano, a quello del Lafreri ; perfino la
targa con stemma che sormonta il frontone della finestra, la abbiamo nel disegno del Palladio
pubblicato già dal Geymùller nel suo Raffaello studiato come architetto. (V. appresso a pag. 12).
Queste targhe, che mancano nella stampa del Lafreri rappresentante la facciata del palazzo
su Borgo Nuovo, pare che fossero solo nelle finestre d'angolo prospicienti la piazza di S. Gia-
como; infatti il Palladio non la accenna sulla finestra che svolta sulla via di Borgo. Il sito
della casa è dall'Alfani indicato con precisione due volte, dicendo ch'essa faceva cantone tra
Borgo grande e la piazza di S. Jacomo over di Trento.

PIANTA DI BORGO DOV È SITUATO IL PALAZZO DI RAFFAELLO

(dalla pianta di Roma del Bufalini del 1551)

Col nome di Borgo grande egli intende il borgo Nuovo o via Alessandrina, il borgo prin-
cipale che conduce a S. Pietro; e la piazza di S. Giacomo ovver di Trento è quella di S. Gia-
como Scossacavalli. Questa piazza soleva prender nome dal cardinale che abitava il palazzo
oggi de' Penitenzieri ; perciò si chiamò prima del cardinal Della Rovere, poi del cardinal Sal-
viati, poi del cardinal di Trento, cioè Luigi Madruzzi 1. Così, ne' vari passaggi di proprietà,

1 Neil'Istromento di vendita del 1540 pubblicato sopra dal prof. Rossi, la piazza di San Giacomo è detta
appunto platea quae dicitur d. Card. Salutati. Nella pianta di Roma del Rufalini del 1551 quel palazzo figura
ancora sotto il nóme del card. Salviati. Nel 1553, Lucrezia de' Medici moglie di Giacomo Salviati, acquistò la
metà del palazzo dall'ospedale di Santo Spirito, e la donò nel 1536 alla compagnia della SSma. Annunziata per
la erezione e dote della cappella di San Giacomo alla Minerva. Luigi Madrucci, nopote di Cristoforo, cardinale
di Trento, fece il primo acquisto con Istromento del 18 aprile 1566, comprando dai frati di Santa Maria del
Popolo la quarta parte del Palazzo: a' 15 maggio 1576 vendè quella parte alla Compagnia dell'Annunziata, e solo
nel 1608 comprò per intero, per 13 mila ducati, il palazzo in cui abitava, dalla Compagnia stessa e dal Capitolo
di San Pietro. (Archivio della SS. Annunziata, Voi. 233, p. 219 e segg.). Alcuni cenni sugi' intricati passaggi di
proprietà e sugli abitatori di quel palazzo, possono vedersi nell'Adinolfi : La Portica di San Pietro (Roma, 1859)
a pag. 152, nota 3.
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