Archivio storico dell'arte — 1.1888

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CRONACA DELL'ARTE CONTEMPO R A N E A

Alla galleria Estense, fra gli altri dipinti, perver-
ranno la preziosa Madonna di Bartolomeo Montagna,
un capolavoro di Francucci Innocenzo da Imola, una
delicata Madonna col bambino del Correggio e un fi-
nissimo Cristo attribuito al Bonsignori di Verona. Que-
st' ultima attribuzione non sembra però seconda al vero,
e a chi guardi attentamente il dipinto, non può sfug-
gire la stretta relazione di esso con VEcce-Homo della
collezione Poldi-Pozzoli in Milano. Per noi, osso è l'o-
pera di Andrea Solari, detto Andrea da Milano.

Acquisti del Museo Nazionale di Firenze.

— Il Musco nazionale di Firenze si è arricchito di due
oggetti preziosi in rame dorato del secolo xv, e cioè
di un reliquiario e di una patena con tondo di smalto
traslucido al centro, in cui ò figurato San Niccolò
di Bari. Essi provengono dalla Chiesa di San Niccola
in Calenzano, e già fecero parte dell' Esposizione Do-
natelliana, tenutasi a Firenze nel maggio dell' anno
decorso.

CRONACA DELL'ARTE CONTEMPORANEA

Mentre credevamo esser giunti al termine | hanno sollevato tutte le forze dei loro animi

dei concorsi per la statua equestre di Vittorio
Emanuele in Roma, ci siamo accorti invece
ch'è terminato il terzo ed è stato indetto il
quarto. La Commissione Reale ha ordinato
che i concorrenti, ancor ansanti delle fatiche
sostenute nell'ultima prova, piglino la rincorsa
e sperimentino un'altra volta le loro forze. Al
marzo di quest'altr'anno si vedrà chi sarà ar-
rivato più lontano. Eppure era giusto preve-
dere che questo concorso per la statua eque-
stre (il terzo !), ristretto ai cinque ch'erano
apparsi i più meritevoli nella gara precedente,
dovess'essere l'ultimo; ma oramai anche le
commissioni ufficiali, come le compagnie dei
circhi equestri, ^U'ultima rappresentazione
fanno succedere Yultima definitiva. È deplo-
rabile però che, correndo l'undecimo dalla
morte del Gran Re, nel mandare innanzi l'opera
del monumento che gli si deve erigere in Cam-
pidoglio prevalga tal fiaccona da lasciar pen-
sare che non sarà compito quando le statue
elevate nelle piazze delle città minori italiane
avranno già presa la venerabile tinta del
tempo. Perchè differire ancora una risoluzione?
Se nessuno dei concorrenti fosse sembrato pari
all'alto soggetto, conveniva ringraziarli e con-
gedarli tutti. Richiamandoli, la Commissione
ha sentenziato che in ognuno di essi v'è ca-
pacità di rispondere degnamente al soggetto.
Ma si dee presumere che questi cinque artisti,
i quali più volte sono stati eccitati alla diffi-
cile prova, più volte hanno sentito tutte le
speranze, tutte le trepidazioni che nascevano
dalla singolare importanza del concorso, ed

per mostrarsene degni, si dee presumere, dico,
che abbiano oramai dato la misura esatta di
quel ch'essi valgano e che siano giunti ai li-
miti estremi della loro capacità. In tal caso
che frutto si trae da un nuovo concorso?
Sull'altro che un indugio inutile ad una riso-
luzione che il pubblico desiderio affrettava. E
l'esaurire in isforzi lunghi, travagliosi, ripetuti
tre volte, l'energia di questi valentuomini è
condizione favorevole per la buona esecuzione
del colosso che poi infine uno di essi dovrà
modellare? E sarebbe anche ragionevole do-
mandare che logica abbia governato questa
volta gli atti della Commissione Reale. Nella
seduta del 21 febbraio sono eliminati con re-
golari votazioni i progetti del Chiaradia, del
Civiletti, del Barzaghi; la discussione si re-
stringe ai progetti del Cantalamessa Papetti
e del Balzico. Il 22 si aduna di nuovo la
Commissione per risolvere quale di questi due
meriti l'onore della scelta; ma inaspettata-
mente essa richiama alla speranza e alla lotta
i tre che nel giorno precedente aveva esclusi,
ed ordina che tutti e cinque siano riammessi
ad un nuovo concorso.

A proposito del monumento a Vittorio Ema-
nuele, il Sacconi propone modificazioni consi-
derevoli all'opera sua. Queste consistono in
un collegamento dell'edicola ov'è la statua di
Roma alla base della statua equestre; nell'aver
dato alla forma della base stessa un più ardito
carattere di originalità e nell'averla resa sin-
golarmente ricca. Oltracciò nel nuovo disegno
e prolungato il grande portico del fondo, che
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