Archivio storico dell'arte — 1.1888

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GIAN CRISTOFORO ROMANO

Con la lettera di Gian Cristoforo, pervenne ad Isabella d'Este, a risposta delle sue insistenze,
un foglio di Beatrice, che l'avvisava delle disposizioni date da Ludovico il Moro perchè senz'in-
dugio lo scultore si partisse;1 laonde Isabella scriveva a Giorgio Brognolo, ambasciatore Mantovano
in Venezia, pregandolo a fornirle i marmi necessari e della qualità desiderata.2 Mandati i marmi,
Isabella avrà con impazienza ridomandato Gian Cristoforo; ma questi, oltre essere stato occupato
ne' lavori della Certosa di Pavia, aveva dovuto seguire la Duchessa di Bari in varii luoghi, e sino
a Genova, insieme coi cantori di lei; che, come Sabba de Castiglione ne attesta, il nostro artista
fu pure virtuoso nella musica. E così, alli 18 di ottobre 1491, il desiderio della Marchesana di
Mantova non era ancora appagato, e lo Stanga le ripeteva le vecchie promesse!3 Ma probabil-
mente Gian Cristoforo, ritornato a Milano, si incamminò verso Mantova per ritrarre le leggiadre
sembianze d'Isabella d'Este, per cui concepì, sin d'allora forse, la più viva e profonda ammirazione.

Le lettere, che ci danno ragguaglio intorno ai busti di Beatrice e d'Isabella d'Este, accennano
ai lavori a cui Gian Cristoforo attendeva per Marchisino Stanga e per la Certosa di Pavia. Il nome
dello Stanga ci fa ricorrere col pensiero alla celebre porta di Cremona, ornamento già del pa-
lazzo della famiglia di quel nome, ora del museo del Louvre; ma quantunque vi predominino

niro, volando, c in questo mezo darò ordene a questo lavoro do m. Marchesino per non perdere tempo alchuno
ala satisfactione dola S. V. ala quale de continuo me ricoman0.

Mediolani die primo Jutlij 1491.

E. D. V.

Sorvitor Jo. Cristophorus Ro.
(foris) Ala Illma et Exma madona mia honma Madona La Marchesana de Mantua &.

1 Arch. Gonzaga in Mantova. E. XLIX. n. 2.

111. et Ex. Domina Soror lionor. Recevuto la lettera dola S. V. et Inteso che Mro Zoann Cristophoro è anchora
ale parte de qua, subito presentay de mia mano la lettera sua alo 111'"° S. mio Consorte cuna declarare appresso
ala. ex. sua el desiderio che tenne la S. V. de havere presso se per qualchi di epso Zoanne Christophoro, la sua
Sria Inteso questo senzalchuna dimora fece scrivere a Marchesino Stangha che facesse incontinente venirlo ad la.
S. V. et cosi sono certa che a questhora e! dovora essere messo a camino per obedire, se altro per la S. V. ha
a fare el pto S. mio Consorte et Io, quella sia contenta de avisarne perche tanto se farà per la satisfactione sua,
quanto faciamo per la nostra propria. Racomandome ala S. V. Papié 15 Julij 1491.

Soror Cordialma Beatrix sfor. vicecs Estens. '

(foris).....mime Sorrori honor

..... Isabelle Estensi
.....aga Marchionisse

Ferrane

cito

2 Arch. sudd. Copialett. Lib. I.

Georgia Brognolo (amb. a Venezia)

Zorzo.....Perchè nui se volemo far retrare in marmo vogliamo che siate cuna qualche sculptore bono,

et fare ritrovare dui pezi de marmo biancho, et non sia cocto nò habia peli nò vene nigre, et sijno de longeza
palmi tre iusti, larghi dui per cadauno, perchè se uno non fussc bono o se guastasse possi operare l'altro, et
quanto più presto poteti mandarli... Ex Palatio nostro Portus XI julij 1491.

(Il Brognolo con lett. 16 luglio rispose che dopo molte ricerche « tandem a San Marcho ne la monitione di
marmi se n'è ritrovato uno pezo grande che a segarlo per mezo farà dui retrati, et al iuditio del ditto sculptore
non poteria essere de magiore fineza et bontate. »).

* « Uno sculptore qua mio amicissimo. »

3 Arch. sudd.

Illma et Exma Madonna mia observan. Se non ho mandato ala S. V. fin questo di Johanni Christoforo scultore,
conio era el desiderio suo et mio: la non deve tribuirlo ad oblivione, et mancho ad Indispositione de animo de
non volere gratificare la S. V. peroche tanto, e. lo desiderio mio de fargli cosa grata: che non saperia recusare
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