Archivio storico dell'arte — 1.1888

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ADOLFO VENTURI 55

reminiscenze classiche, e vi sia una gran profusione di simulacri e di tipi appartenenti all'iconografia
di Roma Imperiale, l'impronta della sua decorazione è lombarda. Questo però sarebbe spiega-
bile, (mando si'pensi che all'esecuzione dell'opera presero parte artisti del paese, che Gian Cristo-
foro dirigeva. Si aggiunga poi che, anche secondo le ricerche del Mongeri, la celebre porta non
potrebbe essere posteriore al 1494, non eseguita senza l'ingerenza di Màrchesino Stanga; e il so-
spetto nostro viene così maggiormente avvalorato.1 Per la Certosa di Pavia, egli aveva probabil-
mente già dato mano a costruire e scolpire il mausoleo di Gian Galeazzo Visconti. In un mano-
scritto di Matteo Valerio, priore della Certosa di Pavia (1(304-1045), sotto alla data 1492, leggesi:
«Mastro (ìio. Cristoforo Romano scultore fece l'arca o sia sepolcro dorè sono scolpete le hislore
del duca Galeazo et durò l'opera sino al 1497 de accordio L. 8000 et L. 100 di donativo. » 2
Secondo questa memoria, parrebbe che l'opera avesse cominciamento soltanto nel 1492, ma è pro-
babile che, sin dall'anno precedente, lo scultore divisasse il lavoro, e ne preparasse i disegni. Non
è inverosimile però che, insieme con la schiera degli scultori lombardi, operasse nelle bellissime
ornamentazioni della facciata, alle quali il Calli, senza però fornirne le prove, lo fa accudire negli
anni 1494 e 1497.3

Lo splendido mausoleo di Gian Galeazzo Visconti, benché porti, nel mezzo della fascia inferiore
dell'architrave, la iscrizione JOANNES • CRISTOPHORVS ■ ROMA.WS • FACIEBAT • non è opera
esclusiva del nostro artista. Da lui o sotto la sua direzione fu eseguita la parte superiore dell'arca,
come si può arguire anche dalla citata memoria; mentre la parte inferiore appartiene in parte
a Galeazzo Alessio Perugino, come si ricava da un'altra nota di quel manoscritto, ove è detto che
nel 15(34 il desegno della cassa dorè sono reposte le ossa del Duca Galeazzo fondatore fu fatto
da Galeazzo Pellegrini (sic) inzignero. Se si tolgono però l'urna e le figure della Fama e della
Vittoria che l'adornano, nello stile della Decadenza, anche la parte inferiore, ne' pilastrini ele-
gantemente ornati, ne' medaglioni co'simboli zodiacali, ci mostra la mano di Gian Cristoforo. Tutto
il suo valore di artista si appalesa nelle istorie della vita del principe scolpite a bassorilievi nella
parte superiore della tomba. Là Gian Galeazzo Visconti, il fondatore della Certosa, è raffigurato in
atto di concedere il comando della milizia al figlio, di ricevere l'investitura del Ducato, di porre
la prima pietra all'augusto tempio, di assistere all'erezione d'un castello, di compiere lo studio di
Pavia, di riportar vittoria sul campo.

Nel delicato lavoro, Gian Cristoforo ebbe probabilmente a cooperatore Benedetto Briosco, del
quale si fece garante alli 14 agosto 1494, come si rileva da un atto notarile.4 Del resto il nome
di Benedetto è inscritto nello zoccolo della madonnina che adorna il mausoleo stesso. Null'altro

Cosa la desiderasse. Ma alabsentia sua de qui, et ale occupatione ha havuto si per la Fabrica dela Certosa do
Pavia: si etiam per obedire la Illma Madonna duchessa de Bari: in serviti] de la cui extia e. stato occupato in
Compagnia con li altri Cantori mo in uno loco, mo in uno altro : corno è anchora di presente ad Genoa con opsa.

Ritornato che serra: et possa dimorare ad Milano: lo mandaro subito ala Ex. v. Et se in questo mozo posso
in altra Cosa farli piacere: la priego : me commanda: perche la me troverà paratmo ala quale de continuo me
ricommando. Mediolani xviij octobris. 1491.
E. Illme D. V.

Affectmus servitor Marchisinus Stangha.

Illme et Exme Domine sue obsor.
Domine Isabelle Marchionisse

Mantue. Mantue

Cito

1 Mongeri, L'antica porta degli Stanga a Cremona (Archivio storico lombardo, 1875). — Id., Ancora della
porta degli Stanga a Cremona (Arch. id., 1876). — Barbet de Jouy, La porte de Creinone (Gazette des Beaux-
Arts, 1876). — Gaston Guitton, La porte de Crémone (Id., id.).

2 Memorie inedite sulla Certosa di Pavia (Archivio storico lombardo, Anno VI, 1879, p. 137).

•5 Monumenti cremonesi. Il monumento dei Treccili in Sant'Agata a Cremona. Milano, Saldini.

4 Mich. Caffi, op. cit. Il rogito è del notaio pavese Antonio Gabba. In esso leggesi: Pro M.° Benedicto Brio-
scho fideiussit et extit fideiussor Magr. jo. Xpoforus do Gantis Romanus fil. quon. Mag. Zaijie senltor habitans
presertim in dicto Monasterio (Chartusiae prope Paviani). Rog. 14 augusti die, anno 1494 per Antonium de Ga-
bijs Notarium papiensem.
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