Archivio storico dell'arte — 1.1888

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LORENZO DA VITERBO

(Continuazione)

IOVA riprodurre testualmente il ricordo che Nicola della Tuccia
fa d'altra pittura òggi disi rutta o (orse solo smarrita, descritta
anche quella da lui per la medesima ragione che v'era riirai la
la sua imagine 1 : « Venuto il tempo del 1458, io Nicola di Ni-
cola della Tuccia scrittore di questa, fui fatto de' priori. Lo quale
ofBzio mi leccò per pallottola e per bossolo, e fu in capo al-
l'anno che di detto offlzio era uscito. E acciò che quelli vor-
ranno sapere e conoscere la forma di mia persona, qui presso
ne farò menzione. Nel detto priorato che fu del mese di gennaro
i in febraro, facemmo tare una figura della Nostra Donna nel-
■ l'aliare della cappella dei magnifici signori priori, in una tavola,
nella quale tutti ci fummo dipinti naturale secondo ch'eravamo di funzione. Nella quale sono,
sotto il mantello di quella benedetta figura, sette persone per canto, ciò dal canto clireto
il più alto braccio della Nostra Donna fu messer Pier Filippo de' Marturellis da Spoleto
loeotenente e governatore del Patrimonio con una berretta rossa in testa e un vestilo azzurro
broccato d'oro. Un garzone pinto direto a lui ebbe nome Ursino di Ser Panolfo di Caponi di Vi-
terbo, con una berretta ad orecchie rosse in testa. Li (piatirò priori, che furono da (pud Iato,
(piesto sotto a detto loeotenente ebbe nome Battistino di Piovicca, della [torta di S. Piero: quello
direto a lui vestilo di cilestro con uno cappuccio in testa, era chiamalo Pietro Antonio della Ster-
parella di Pianscarlano, e quello sol lo a Battistino era chiamato Valentino della Pagnotta, e abi-
tava appresso alla fontana di S. Lorenzo. Quello sia di sotto detto Pietro Antonio clireto a Va-
lentino era chiamato Stefano di Santoro calzolaro e abitava nella piazza presso a San Silvestro.
Battistino era gentilomo: Pietro Antonio e Valentino erano lavorai ori. Dall'altro lato della Nostra
Donna, quello dirimpetto al governatore ebbe nome Jacovo Olivieri di Catalogna prete tesaurier
spirituale del Patrimonio. Quel giovane direto a lui si chiamava Arcaglielo di Sconciliali da Viterbo.
Quello sotto al lesauriere con una berretta rossa e un vestito di pagonazzo, si chiamava Pacifico
di Naldo speziale, e abitava presso le vie croce di San Nicolao delle A7ascella; e quello direto a
Pacifico si chiamava Ballista del Pecoraio conciatore di cuoiami e affilava dirimpetto alla chiesa
di Santo Silio. Quello sotto a detto Battista si chiamava Petruccio alla Silia di Malutto, lavoratore
di seta, e abitava nella piazza di San Faustino. Quello sta più presso al piò manco della Nostra

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