Archivio storico dell'arte — 1.1888

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RECENSIONI

Itoni che la dieta comunità sia tenuta per tucto il
tempo (lieto m.° Cola starrà alla dieta fabbrica, dare ad
ipso m." Cola per sua habitationo una casa in Norscia,
alle spese de dieta comunità.

Itom che esso m.° Cola dia garanzia et cautione
idonea che dicto laco et stagno sia stabile et fermo
senza alcuna roctura o fessura per due anni seguenti,
numerando dal dì che serrà serrato, et escirà l'acqua
del laco et stagno per summità et cima del muro facta
intra l'ima et l'altra ripa. Et so a caso che Dio lo
cesse, lo dicto laco et stagno mancasse, o fesse novità
alcuna intra li dicti due anni, allora et in tal caso
epso m.° Cola sia tenuto et obbligato ad cpsa comu-
nità rendere li dicti milli et ducente scudi pigliati,
o de novo refare et restaurare lu laco prodicto por
modo et via che habbia ad essere stabele, fermo et
duraturo nel modo et forma decto de sopra. Et occor-
rendo la mancanza o morte interim, che Dio il cesse,
epsa comunità non sia tenuta a pagare so non prò rata
della fabrica facta, et hauondo esso m.° Cola pigliato
più della montanza del fabricato, quello de più pigliato
epso et i suoi eredi siano tenuti restituire ad epsa co-
munità, et cosi e converso.

(Archiv. notar, di Norcia — Rog. M. Antonii de Fusconibus,
prot. 1537, c. 218).

1537, 3 ottobre. — Gli abitanti di Argentini, pre-
senti i consoli di Norcia, promettono al sottoscritto
notaro, ricevente « nomine et vice magistri Cole non
offendere nec offendi facere quovis modo voi quesito
colore M. Colam filostesium de Amatrice architectum
electum ad fabricam lacus fiondi inter saxa castrorum
Biselli et Argentini in loco ubi dicitur lo stricto, nec
operarios, magistros et famulos dicti M. Colo sub pena
2000 due. auri totiens et quotiens otc. »
(Prot. cit. c. 32!)).

1537, 5 ottobre. — Gli abitanti di Serravalle fanno

la stessa promessa, e si obbligano mantenerla sotto la
stessa pena.

(Prot. cit. c. 32!) t.)

1537, G ottobre. — Sebastiano di Bernardino di Giu-
liano Scrravallese, a nome proprio e di tutti i suoi
congiunti fino al terzo grado, promette non offendere
M.° Cola, architetto come sopra, o detta fabbrica impe-
dire, o fare impedire, sotto la pena di 2000 ducati d'oro.

(Prot. cit. c. 321 t.)

1539, 16 giugno. — I Gebellini di Norcia dànno a di-
pingere m.° Cola Fistolosi dell'Amatrice un quadro già
da loro allogato a m.° Francesco di Pier Tommaso Spar-
rapani e fratelli, « cum eisdem figuris, et imaginibus
prout patet in quadam scriptura marni mei Antonii, quod
quatrum cum orit depictum, sit valoris, computato tundo
depicto per dietimi Magistrum Franciscum et fratres
fi. centum quinquaginta monete, et si esset maioris
valoris florenorum CL.a prefati Io. Prosper et Ansovinus
solvere non teneantur, sed ex mine illud plus ipse Asca-
nius procurator magistri Cole, dicto nomine donavit et
annullavit dictis Io. Prospero et Ansovino. Cum hoc
quod dietimi quatrum sit depictum usque ad festam
sancte Caterine de Senis proxime venturam, quod pre-
tium prefati Ansovinus et Io. prosper solverò promise-
runt hoc modo, fi. L usque ad nativitatem domini
proxime venturam, et residuum usque ad nativitatem
domini anno 1540. Cum hoc pacto quod ex dicto pretio
fi. CL.a diffalcetur illud, quod extimaretur dietimi tun-
dum depictum per dictos magistrum Franciscum et
fratres, prò quibus observandis diete partes cimi con-
sensibus et auctoritate predictis obligaverunt se et omnia
eorum bona etc. et promiserunt se rcaliter et persona-
liter cogi costringi et convenni in curia Nursie, Cassie,
Vissi et in qualibet alia cura. Renuntiantes etc.

(Rog. cit, prot, 1539 c. 195 t.)

Adamo Rossi

RECENSIONI

LOUIS C0URAJ0D. — La Porte du Tabemacle de la cuve ba-ptis-
male du Baptistère de Sieune.

In poche pagine della Gazette archéologique (XI,
pag. 313) Luigi Courajod, il valente ricercatore, che
conosce i musei dell' estero quasi altrettanto bene,
quanto la « Galleria di sculture della rinascenza »
nel Louvre, della quale è direttore — cerca di asse-
gnare il suo posto nella storia dell' arte ad uno spor-
tello di bronzo esistente nella « Collezione Ambro-
siana » in Vienna. Secondo il suo giudizio esso è senza

dubbio opera del Sienese Giovanni Turini, anzi è per
l'appunto quello sportello, di cui gli operai del duomo
di Siena gli affidarono l'esecuzione, poiché ebbero re-
spinto, perchè non soddisfacente, il lavoro fornito da
Donatello per il Battistero di S. Giovanni. Questa opi-
nione è pienamente divisa da E. Molinier, il quale
trattò dello sportello nella sua pregevole collezione
di Plaquettes (I, N.° 81), dove, a vero dire, nessuno
andrebbe a cercaro un lavoro di questo genere.
L' argomento principale addotto dal Courajod per
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