Archivio storico dell'arte — 1.1888

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1M

GIAN CRISTOFORO ROMANO

diaspri rimasti noi lavoro della porta del suo studiolo. Sembra che lo scultore però non inviasse
prontamente il disegno a Mantova, ma, sollecitato da Fra Girolamo da Genova 1 e da Fra Fran-
cesco da Ferrara, panegirista della beata Osanna, 2 nell'agosto lo ebbe compiuto. Fra Francesco
lo trovò assai bello, e così alto da poter disporre fra le colonne un'ancona che Isabella faceva
dipingere.3 Il disegno fu portato a Mantova dal Garaclosso circa alli 17 settembre 1505, ma già,
prima di quel tempo, lo scultore si era adoperato per aver denari, lavoranti, e materiali di gran
bellezza.4 Con una lettera affidata al Garadosso, Gian Cristoforo Romano spiegava i criteri] che
gli furon di guida nel divisare il monumento e la cura ch'gli ebbe di farlo suntuoso con modesta

ducati Senza intagli: finita qui la Conduttura sera di poca spesa per esser Cosa di chiesia per tanto prego vostra
S. me advisi la sua volunta a ciò li possa dare buono ordine e stabilire il tutto avanti la mia andata di roma
quale me bisogna a celerare per essere io stato richiesto dala santità del papa nondimeno io non ditermino par-
tirmo chio non dia bonissimo ordine a la sadisfatione di V. S. ala quale di continuo me ricomando io mi parto
fra 2 horc in compagnia dellaquila per andare a mortara per veder madonna margarita cantelma quale sta male
di febre e subito chio veda el suo miglioramento tornaro a milano interim V. S. me notificara il tutto Circa ali
diasperi io vedero de acomodarli a metter li inopera Con bel modo talmente che lopera riesca con onore et bene
valete. Mediolani dio 30 iulii 1505.

El servo de V. S.

Jo. christofano Romano.

Ala Illma et unica S.
marchesana di mantua
mia Patrona observanma

In Mantua.

1 Arch. Gonzaga. — Lettere di Fra Gerolamo da Genova, 29 Luglio, 15 Settre 1505.

2 Arch. sudd. — Lettere di Fra Francesco da Ferrara, 29 Luglio 1505.

3 Arch. sudd. — Illllia Mna..... Quanto a la archa Gian Cristophoro à facto un bello desegno et in tal modo

alto che credo se gli potrà fra le colonne ponere la anchona che V. S. fa fare. Gli aricordo perù se haverasse a
metere quella, voglio fargli in qualche modo depingere la B. Osanna...

Mediolani die quintadecima sept. 1505.

Fr. Franciscus ferrariensis.

4 Arch. sudd.

Illma Patrona mia. Per una di V. S. ho inteso la volunta di quella donde Cercaro Con ogni diligcntia de
satisfare a V. S. io formaro un disegno dal quale toglierò le misure e poi lo mandaro a V. S. et interim, darò
ordine a farlo principiare e perche la cosa non vi tardi V. S. Potrà scrivere a M. zanangelo in ferrara che bi-
sognando dinari per comprar le pietre che lui li desborsi che V. S. gli li remetta et io cercaro che le cose si
faciano bene e Con più avantagio che sera possibile.

Fui da Maa margarita e gli condussi laquila. e in vero non vorria non essermi trovato a milano per quanto me
e Cara la vita per che laquila haveva già licentiato il messo de maa margarita Con dir che per quel giorno lui
non gli posseva andare. Et io intendendo il caso grave mai megli volsi stacar dintorno per fin che per troppo
importunità e con colera lo condussi a mortara a ore 5 di nocte a lume di lanterna il tempo che rinovava la
luna e fussimo per anegare in tesino, e quando arrivamo a mortara la povera maa non posseva più e già co-
minciava a vanegiare e qui con presteza laquila compuse una medicina de sua propria mano e gliela die e fece
mirabile operatione talmente che la torno da morte a vita e li stemo 4 giorni e la lassamo fuora de ogni peri-
culo e per quello me scrive M. Hecule (sic) ogni giorno va migliorando, el maestro deli putì e impazito per il
furor del male e dubito se non e morto chel inorerà la più parte dela famiglia e stata amalata tamen sono a
buon porto lo confortata a levarse de li e lei dice volerlo fare. Come sera sanata e refatta che non e altro che
Polle e ossa e sempre chiama V. S. el furor del male non la impediva a comandarmi che io li volessi trovare
qualche gentileza che lei voleva donare a V. S. etc.

Circa al fatto di caradosso io ebi la lettera e ogni giorno lo solecitato ma lui aspettava un homo del conte
da pitigliano el quale a licentia posser passar senza datio le robe del ditto Conte e con lui voleva acompagnarse
Con dir chel ditto vaso era Cosa del conte, e subito chel vegna lui venira via se non se pigliara altra via basta
che più presto che si potrà V. S. lo vedera qual son certo che piacerà a quella ala gratia de la (piale di continuo
me ricomando, bene valete. Mediolani die 9 augusti 1505.

El servo di V. S.

Joan christofano Romano
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