Archivio storico dell'arte — 1.1888

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UN AVORIO DEL MUSEO VATICANO

STUDIO ICONOGRAFICO

|RA i preziosi oggetti del Museo cristiano annesso alla Biblioteca
| Vaticana, nella seconda vetrina, a destra di chi entra nella sala,
notasi un dittico d'avorio, il quale mi pare specialmente degno di
studio pel ciclo di rappresentazioni cristiane che vi son figurate.

Parecchi de' monumenti ond'è ricchissimo questo museo non
hanno ancora avuto adeguata illustrazione 1 e sarebbero degni che
alcuno, versato nella storia dell'arte medievale, si ponesse al-
l'opera, sia per ordinarli secondo un concetto scientifico, sia anche
per disporli in modo che si potessero veder meglio, e ne facesse
un nuovo ed ampio catalogo, giacché quello manuale, pubblicato
- dal Barbier de Montault, assai poco può corrispondere alle esi-
genze degli studiosi, non essendo che l'abbozzo d'un grande lavoro che deve farsi solo quando sarà
ordinato il museo.2

Il Dittico, che nella vetrina sta accanto a quello celebre di Rambona eseguito nel ix secolo,
contiene 12 rappresentazioni, 7 per tavoletta, disposte a due a due, le quali cominciano dall'An-
nunciazione di Maria e finiscono col Giudizio finale, comprendendo la Nascita di Cristo, l'Adora-
zione dei Magi, la Purificazione, la Crocifissione, la Deposizione, la Resurrezione, il Noli me tangere,
l'Ascensione, la Discesa al limbo e la Trinità. Esse sono ad alto rilievo e divise l'ima dall'altra
da colonnine appena accennate, le quali non sostengono archi acuti trilobati, come in generale
negli avori appartenenti alla stessa famiglia, ma una specie di disadorno architrave. Allo scultore

1 L'avorio di cui parlo fu pubblicato il secolo scorso nel terzo volume del Thesaurus veterum Biptychorum
del Gori (Tav. 38); ma dal disegno affatto fantastico non si può farsi la minima idea del suo stilo. Erroneo è
poi il giudizio ch'ivi ne è dato, poiché esso non è certo lavoro italiano del secolo xnr. Il Westwood (A descript.
Catalogne of the fict. ivories, pag. 349), notando quest'avorio, ricorda anche la riproduzione di esso negli An-
nales archéol. del Didron (Voi. XXVII, 3 fase, tab. annex.) ; ma pochissimi in Italia conoscono gli Annales, ed
il mio studio, prendendo le mosse dalle singole rappresentazioni di questo importantissimo avorio, si svolge
specialmente sull'iconografia cristiana nella scultura del secolo xiv. Non ho trovato in commercio la fotografia
del Simelli (serie del Parker, n. 134). Un altro avorio che si pubblicherà nel prossimo fascicolo non fu, ch'io mi
sappia, mai pubblicato in nessuna Rivista.

2 II chiarissimo comm. De Rossi, che n'è l'attuale Direttore, avrebbe da molto tempo intenzione di accingersi
a quest'impresa; ma le molte sue occupazioni ed altre difficoltà non gli hanno ancora permesso di tradurre in
atto l'idea. Fatto da lui, per quell'acume e quella solidità di giudizi che lo distinguono, questo ordinamento riu-
scirebbe certo quale non si potrebbe aspettare da altri in Italia. Intanto io gli debbo essere gratissimo delle
molte cortesie usatomi tanto per questo che per altri miei studi.
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