Archivio storico dell'arte — 1.1888

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UN AVORIO DEL MUSEO VATICANO

polittico di stile affatto simile, conservato nel museo vaticano e nella stessa vetrina in cui si trova
il dittico che mi sono posto ad illustrare. In questi due polittici la tavoletta di mezzo è ad alto
rilievo. Nel primo, in quello cioè pubblicato dal Labarte, v'è scolpita, sopra, la Crocifissione, ed
abbasso la Vergine col bambino in piedi sulle sue ginocchia, tra due Angeli che reggono ciascuno
un candeliere (motivo più proprio dell'arte francese che di quella italiana); nell'altro è figurata
soltanto Maria coronata da un Angelo che scende dal cielo sopra il suo capo, la quale porge un
fiore al figlio divino, ch'è pure in piedi sulle sue ginocchia; le altre tavolette, anch'esse come
quella di mezzo ornate ad arcate in istile gotico, sono a bassissimo rilievo, e le composizioni di
ciascuna storia, gli atteggiamenti e il modo di panneggiare sono ne' due avori affatto identici,
come nello stesso modo furono in ambedue dorati tanto i capelli che le vesti delle figure. Nell'An-
nunciazione, Maria è nel solito atteggiamento di timore e con un libro nella mano sinistra; ma
l'Angelo, per lo stretto spazio concesso a questa composizione, è librato in aria; la colomba si
dirige verso il capo di Maria, ed a terra è posto il vaso col giglio. Alquanto diversa che nei due
dittici sopra ricordati ò la trattazione dei capelli; i volti, che non differiscono per tipo, hanno
maggiore espressione, e si nota maggior finezza nell'esecuzione del lavoro; onde mi par giusto
raffermare che questi due polittici sono di un'epoca che sta tra il secolo xm ed il xiv.

L'arti1 italiana, verso la fine del xm e nel secolo xiv, pur volendo in parte acconsentire col-
l'opinione del Gourajod, che dopo Nicola Pisano essa si sia alquanto piegata all'influenza dell'arte
gotica, supera di certo, in molti esemplari, l'arte francese per la forma nobile e maestosa data alle
singole figure e per la varietà e novità de' concepimenti nelle composizioni. In questa scena dell'An-
nunciazione, l'Angelo, pur mantenendo, in generale, il medesimo gesto oratorio 1 di cui abbiamo par-
lato, contrariamente alla tradizione dell'arte sì bizantina che carolingia, la quale, specialmente per
certi motivi, perdura di più, sebben ravvivata, nell'arte francese, si pose generalmente in ginocchio
davanti a Maria; 2 certo per indicare la immensa venerazione che ogni essere doveva portare alla
donna destinata ad esser madre di Dio. E ciò combina mirabilmente coll'altissimo culto tributato
in questi tempi a Maria, ed in ciò si riflette eziandio quel rispetto gentile che, molto più spiritual-
mente ormai de' francesi, gli italiani accordavano alla donna in generale. Maria è ora figurata
in diversi modi, o in piedi, o seduta, o inginocchiata, ed ò colta ora in uno, ora in un altro mo-
mento dell'episodio, e ad ogni singolo momento gli artisti italiani non le diedero un atteggiamento
stereotipato, ma quello che, secondo il concetto di ciascheduno, per una geniale osservazione del
vero, più le si conveniva. Nò erano i soli gesti che dovevano esprimere le interne emozioni, ma
anche i traili del viso e quelle particolari contrazioni di muscoli, specialmente degli occhi e della
bocca, le quali, colle dal vero, doveano manifestare particolari sentimenti.

Nel quadro per esempio assai caratteristico di Lippo Menimi nella Galleria degli Uffizi, già ac-
cennato in una noia, Maria, di figura assai slanciata, seduta su trono, vestita di tunica e manto
che le copre il capo, il quale è adorno d'una specie di stefane d'oro e di pietre preziose, col vello
di forma ovale, dagli occhi a mandorla molto lunghi ed alquanto rialzali alle estremità esterne,

. 1 Non sempre in Italia si diede all'Angelo il gesto oratorio, che anzi noi troviamo talvolta questa figura,
come p. es. nell'Annunciazione scolpita da Giovanni Pisano sull'altare maggiore della cattedrale d'Arezzo, colle
mani in croce sul petto, quasi in atto di sommessione a Maria, che è già persuasa di faro il volere di Dio. Tal-
volta anche il gesto oratorio è modificato, come nel quadro di Simon Menimi agli Uffizi, in cui l'angelo, coronato
il capo di alloro, coi ginocchi a terra, e le ali spiegate, non alza nò stende di molto il braccio come nel motivo
classico conservatosi nel medio evo. Il volto è leggiadrissimo ed è cosi atteggiato, muove la bocca e guarda in
tal modo Maria, che par veramente che parli.

2 Nell'arte bizantina medioevale, mai nell'Annunciazione, rarissime volte in altre composizioni, si trova una
figura inginocchiata su d'un solo ginocchio : ne conosco soltanto degli esempi nel rololo di Giosuè alla Vaticana,
il (piale, essendo forse una copia del vii secolo d'un originale forse del secolo iv o non più tardo del v, con-
serva affatto i motivi dell'arte classica antica. Cosi si trovano altri esempi in altre miniature derivate da quello,
o da altri dello stesso tempo di' esso. Nell'arte orientalo c'è la figura prostrata a terra, oppure in quell'atto di
umile venerazione, che consisto nel piegare innanzi una gamba e spingere molto indietro l'altra, protendendo di
molto il corpo ed alzando il capo verso la persona cui è reso omaggio.
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