Archivio storico dell'arte — 1.1888

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NATALE BALDORIA

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un carattere spiccalo ed originalissimo alle singole figure, nel muoverle, nell'aggrupparle ardita-
mente e nel dare a tutto colla t'orma quella vita potente che pronunzia Michelangelo. In Francia
predomina nell'arte di questo tempo l'espressione del sentimento umano e della verità, e questa
si trova in quell'avorio del Vaticano, che ho giudicato di stile gotico francese della seconda metà
del secolo xiii. In esso, Maria, seduta su d'una sedia lunga e a spalliera, la quale è coperla da
un drappo, veste tunica e manto e tiene sul capo un velo che le scende fin sulle spalle. Gol busto
eretto ed il volto hello, ma troppo piccolo, sorridente, tiene fra le mani, davanti a se, il bambino
fasciato, come in atto di materna contemplazione; mentre San Giuseppe, seduto di fronte a lei,
con capelli lunghi e berretlo rotondo da cui essi escono un po' sulla fronte, colla barba ricciuta
e tagliata a punta, giovane d'aspetto e di fisionomia gentile come un nobile di que' tempi, ap-
poggiando la sinistra al bastone, alza la destra, indicando in tal modo la sua meraviglia e com-
mozione. Dietro scorgesi un mobile che deve raffigurare la culla, e accanto ad esso i due animali.
Tale motivo fu pur seguito in que' due polittici de' quali eziandio abbiamo parlato, giudicandoli
d'età alquanto anteriore a quella del dittico di cui specialmente ci occupiamo. Soltanto che nel
polittico pubblicato dal Labarte (voi. I, tav. XVII) San Giuseppe (il cui tipo è simile a quello
che incontriamo negli avori francesi del secolo xiv, ed ha, come in essi, una specie di berretto
frigio sul capo) e non Maria, in un atteggiamento corrispondente a quello della Vergine ora de-
scritto, tiene fra le braccia il bambino, mentre la Madonna, mezzo giacente, alza ed allarga le
braccia, sorridendo con espressione di materno affetto. 1 Negli avori francesi del secolo xiv, si

seguì in generale la com-
posizione notata nella scul-
tura della Cattedrale di
Chartres. Ne siano esempi,
quella che trovasi in un
altro avorio del Museo Va-
ticano, di cui daremo la
riproduzione nel prossimo
numero, un'altra nell'avo-
rio pubblicato dal Labarte

(pi. XIV), già menzionato, i| llW^jW^-L

della quale do qui un pie- ìynriÉpS^,, ^f&>
colo schizzo, e finalmente f^^^W^r^,^^^

una terza riprodotta dal-
FAus'm Weerth (Kunstdenhm. des divisti. Mittelalt. in den Rheinlanden), simile affatto alla
stessa rappresentazione in un avorio della collezione Davillier, che trovasi al Louvre. A tutte
queste è certo che s'avvicina di molto la rappresentazione dell'avorio che principalmente abbiamo
preso ad illustrare. L'esecuzione tecnica, che può essere più o meno finita, i tipi delle figure, il
modo di piegare, il concepimento della composizione, si assomigliano in tutti questi avori, sicché
non v'ha dubbio che son tutti di una stessa età (prima metà del secolo xiv) e tutti, come accennai,
derivanti da un tipo comune che deve essere stato trovato anteriormente; quello che noi notammo

1 Vedi sopra lo schizzo dì questa composizione.

In simile maniera è rappresentata la Nascita di Cristo in quel polittico del secolo xiii (collezione Basi-
lewsky), pubblicato nella Gazette des Beaux-Arts e già un'altra volta ricordato. Soltanto Maria giacente, invece
di mostrar gioia vivace, tiene appoggiata, come spesso nell'arte bizantina, la faccia suda mano destra, ma qui in
atto di dolce languore, pensando al figlio divino. In Italia, più che nella scultura, si trova spesso nelle pitture
di Giotto (Natività dipinta^nella chiesa inferiore di San Francesco) e de' Giotteschi (Taddeo Gaddi in Santa Croce,
Tegliacci nella Collegiata di San Gimignano, Jacopo Avanzi (?) nell'oratorio di San Giorgio in Padova, nella cui
pittura anche San Giuseppe è in piedi e contempla Gesù, ecc.), il motivo della Vergine che tiene fra le braccia,
appoggiandolo talvolta anche sulle ginocchia, il bambino fasciato, con un'espressione soave di materno affetto;
mentre, come dissi, San Giuseppe conserva in generale, e specialmente nelle pitture di Giotto, al pari che nell i
scultura, il solito atteggiamento bizantino.

Archivio stoi'ieo dell'Arte — Anno I. Fase. IV. 3
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