Archivio storico dell'arte — 1.1888

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L'OREFICERIA SOTTO CLEMENTE VII

da alcuni de' suoi più abili scolari od imitatori, la maggior perfezione sì per la forma che pel
sentimento che vi spira, è in un bassorilievo sulla facciata della Cattedrale d'Orvieto.

Quivi Maria, giacente sul letto su cui è gettato un lenzuolo che lo ricopre cadendo ai fianchi
con fitte pieghe e assai varie, vestita di tunica la quale con pieghe molto bene intese seconda le
belle forme del seno, delle spalle e delle braccia, avvolto il capo da un velo che gira leggia-
dramente intorno alle spalle ed al collo, e coperta dalla metà del busto fino ai piedi, come
nelle sculture gotiche, da un lenzuolo, tenendo sollevata la schiena su di un cuscino e sul braccio
destro che pianta col gomito sul letto, volgendo amorevolmente il bel viso dal profilo classico
verso il bambino, che di fianco a lei, più indietro, giace fasciato sulla culla, la quale altro non
è che la copia d'un sarcofago romano striato, solleva colla mano sinistra alzata la cortina, che
scendendo da un arco, lo ricopriva. Ai piedi di Maria, seduto di prospetto, San Giuseppe, di tipo
robusto, un po' calvo sopra la fronte, ma con capelli ricciuti che gii vanno dietro le orecchie
e con barba pure ricciuta e discriminata, colla fronte rugosa e con solchi profondi scendenti dal
naso alle estremità della bocca, è nel solito atteggiamento di meditazione, tante volte descritto.
Sul davanti della composizione una gerula, di statura più piccola che le altre figure, inginocchiata
su di un ginocchio alza il capo e le mani, riguardando il bambino, il quale è rivolto a lei, per
prenderlo affine di lavarlo, in un atto molto naturale e vivace, mentre un'altra gerula, pur essa
inginocchiata, sta versando dell'acqua in un vaso. Ai piedi del bambino stanno il bue e l'asino,
assai finemente eseguiti e con molta scienza del vero. Alcuni angeli coi capelli ondulati e fluenti
dietro la schiena sono in atto d'adorazione.

(Continua) Natale Baldoria

L'OREFICERIA SOTTO CLEMENTE VII

(Continuazione e fine)

DOCUMENTI
in.

Sant' Eligio degli Orefici

In nomine Domini. Amen. Chiesa dell' Università
della Nobil Arte detti Orefici et Argentieri di Roma
e suo essere.

1509. La nostra Università, la quale per lo spatio
di 200, e più anni era stata per prima unita con le
altre de sellari, e terrari nella Chiesa di San Salvatore
delle Copelle, e si ha da memoria registrata nel nostro
statuto al proemio - al ni. 21 - a c. 13 - havendo a
mio credere penzato di volere presentemente medema
attendere a tutte quelle pie operationi, che sino dal
tempo addietro, e successivamente alla giornata dalla
medema si andavano esercitando a benefìtioj e com-
mando del Corpo di essa, penso a quella, che come
principale, ha i suoi principii da Iddio, e fu di volere
erigere una Chiesa in honore di S. D. M. sotto il ti-

tolo di s. Eligio loro Protettore, con intentione in
quella di far celebrare i divini offitii e ritenervi un
Cappellano per la celebratione delle messe in suffraggio
dell'anime de defonti loro maestri, con quella conde-
centemente ornare di supellettili sacre, e paramenti, et
anche in essa potervi fare le congregationi della loro
Arte per buon governo, e veso lamt0 della medema,
imperoche havendo la moderna esposto alla Santità di
Nro Sigre di quel tempo Giulio II - da sua intentione
il moderno con suo breve speciale diede facoltà alla
detta Università di poter erigere detta Chiesa, e in essa
potervi fare tutto l'esposto sudetto, e si ha da detto
breve impresso nel nostro statuto a c. 48, e respetti-
vamente da Copia publica di detto breve fatta da Ra-
dicio masti- del registro delle bolle scritta in mano
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