Archivio storico dell'arte — 1.1888

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piscopo Sinpontino, et generale Auditore de la Camera
Apostolica ; unde visto il compromisso in noi facto,
vista la cessione de la lite per l'ima e l'altra parte,
vista ancora la potestate et facilitate per le diete parte
a noi concessa, come appare pubblico instrumento, por
lo infrascripto notaro rogato, visto etiam lo tenore de
le lettere de lo R.mo C.le de Vulterra, el tenore de le
quale è questo, ciò è : de sopra :

del consiglio vostro, et de lo adjuto suo. Raccomande-
reteci humilmonte a li S.mi piò de sua beatitudine, e
noi vi raccomandiamo meser Raimondo, e le coso no-
stre. Bene valete. Ex monisterio Vallis Umorose, prima
Julii M.D.X. 1

« Et propterea iterum Christi nomine repetito, in
questo modo via e forma infrascripti, videlicet pronun-
tiamo, sententiamo, judichiamo e diffiniamo, ciò è che

« Prestantissimo viro la casa et solo dato per

domino Bramanti S.mi D. N. dicto mastro Phebo al so-

Architectori dignissimo a- £*f ^ pradicto R.1'10 Car.le se in-

mico nostro C.mo &ì tendiano e siano bene consi-

« Inferius erant ista ^^^^^^^^^^^^Wlgnate e concesse a sua R>»»

verba: ^mm^^W^^mwjH^f^^ S.™ et quella a suo piacere

« F. de Soderinis basi- |f||v "'i^i|i|M| tóJ^fl ' ' 'j{f. TMiiumuiu . Jp possa e vagla tenerle, et

lice xii apostolorum pres- /|p| ' f-É^J '^j ' f[[!'" ^'tB^f possederle come vero pa-

biter car.bs vulteranus. ^ -~-.....^~ t^^^^^E^Tj^m trone, et in quello modo e

« Erano ancora sigillate [|) |||| forma la teneva mastro
del proprio sigillo, el quale ^^t^^^jk 11' h'' | %^mm^\ Phebo, ciò è in tertia gene-
fu recognosciuto per lo dicto z^^,'1 ? SfflifF J|i ' 'w'Ì f \ " 'I ^Hp X wé ra'ione, reservato però du-
meser Jacobo, procuratore ^^ 'lJBI|;!: \ f J lJBÌPf1 'W0/ cati due carlmi (ìa l,a_
de S. Sig.ria R.ma 2^^VW-t^ garsi per lo sopradicto R.mo
« Intus vero erant ista g0! L |^ |||lfl '^JjliT^i'^^ Car.le ogni anno per censo
verba, videlicet: 0M^\ è ' ,~ ■'" ibtt'~- a j|i.^^Jfe o canone al venerabile ho-
« Prestantissime vir, a- il ">;i&»«&*^*^i^^^K spitale do S.to Spirilo de
mice noster carissime. Noi ///^jj ' \ .'^IBB^^HWliJ^^^^S Roma, si come nante a la
habiamo tanta fede ne la J'i'j'fr ^'BjEf§'il^ml^^ dieta consignatione de diete
bontà et prudentia vostra, __iMÌlil rfjjj|g^^P ''l1 rfijfo^L case o solo pagava dicto ma-
che liberalmente rimettiamo ~~ ^sJL- "I^Z- stro Phebo, et in altro non
in voi il juditio de tuto sia nè possa per lo dicto
lo stato nostro. Però ha- ^ ^ ^ BRIG0TTI mastro Phebo o sui heredi
vendo voi ad judicare ne la in futurum essere gravato,
causa de mastro Phebo, lo nò molestato. Et da l'altro
quale noi desiderando che c into per questa nostra ju-

dicamo che lo case et solo consigliate a dicto mastro

la termini ad ogni modo ; ve pregamo che presa infor-
matione del vero, judicate quello ve detta la consientia,
prometendo ex nunc havere rato e fermo el juditio
che ne darete; et ex nunc lo ratificamo, et aprobamo,
prometendo de non reclamare, nè appellare, che, come
è dicto, ci lasceremo da voi di molto majore cosa. 1
Attendemo a farci gagliardi, ma troviamo molti sinistri
tempi, che ci fanno assai dispiacere et impedimento :
desideramo tornare presto per servire la S. del N. S. e
sequitare la nostra fabrica, 2 a la quale havemo bisogno

1 Così nell'originale ; ma è evidente che doveva dire: ci
lasceremmo da voi in cosa di molto maggior momento giudi-
care, o simile.

2 Nell'opuscolo dell'Albertina : De Mirabilibus nouae et ve-
terii urbis Iiomae (Romae per Jaeobum Mazochium M.D.X.
Die UH Feb.) è descritta così : Domus de Sotterinis a Reueren.
Francisco fiorenti. Card. Vulterano constructa, ed è messa in
serie con quella dei cardinali Adriano, Carlo de Fìnario, e di
S. Clemente, poste sulla piazza di S. Giacomo Scossacavalli e
sul principio della via Alessandrina. Con questo concordano le
indicazioni dell'Adinolfì (Lo portico di S. Pietro, p. 101) e quelle
del prof. Gnoli cavate da contratti e registri dell'Archivio di
S. Spinto, e da lui gentilmente comunicatemi. « La casa o pa-
lazzo l'atto costruire, col consiglio di Bramante, dal cardinal

Phebo per lo dicto R.m0 Car.le o vero in suo nomo per

10 dicto Antonio Zeno, come procuratore del dicto R.mo
CarJe siano et essere debiano del dicto mastro Phebo,
e sui heredi, liberi et exempti da ogni censo, datio et

Volterrano, era in Borgo Nuovo (via Alessandrina), immediata-
mente appresso al palazzo del card. Adriano (Girami oggi Tor-
lonia) tra il vicolo dell'Erba e l'arco della Purità. Il fabbricato
grande, ma non sontuoso, con finestre ad arco accoppiate, ò
stato trasformato sotto a' miei occhi solo da pochi anni. Dovette
certamente essere ornato di pitture a gradito, come si vede in
altre simili case. Appresso veniva la casa del Battiferro, ornata
all'esterno di pitture fatte sui disegni di Raffaello, e appresso è
la casetta, conservata ancora, del medico Febo Brigotti. li ci im-
posta di due piani con due finestre per ciascuno, e una porticina
bramantesca. In questa si legge ancora, benché più volte e
anche di recente ricoperta dì tinta, l'iscrizione: Phoebus Bri-
gottus medieus. »

1 II linguaggio tenuto dal cardinale nella seconda parte di
questa lettera si spiega ricordando che Giulio II, divenuto capi-
tal nemico della repubblica fiorentina, ebbe in odio particolare

11 Gonfaloniere Pier Soderini, lauto che si vuole tentasse di farla
uccidere (v. Guicciardini). La persecuzione si estese anche al
fratello Francesco Soderini cardinale di Volterra, che, interrotta
la sua fabbrica, riparò nel monastero di Vallombrosa.
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