Archivio storico dell'arte — 1.1888

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MISCELLANEA

donna col bambino nelle braccia; e fra gli intercolonnii,
quattro angioli. Malauguratamente il dipinto è in cat-
tive condizioni, e ricoperto da collane, perle, nastri e
corone votive. A. V.

Nuovo sistema per pulire i quadri antichi
verniciati ad olio. — Ai restauratori di quadri
non è certo un nome nuovo quello del dott. de Petten-
koffer. Ormai è a tutti noto e da tutti adoperato il
famoso sistema di sua invenzione per pulire i quadri
con vernice resinosa. Chiamato, se ben ricordiamo, nel
1863, a far parte di una Commissione per la conser-
vazione delle gallerie di quadri a Monaco, l'illustre
igienista e chimico, trovatosi innanzi a quadri che
erano diventati oscuri senza che su di essi si potesse
osservare la più piccola traccia di quei funghi che
f irmano la muffa, pensò giustamente che l'oscuramento
provenisse da un cambiamento nella sostanza della
vernice resinosa. In seguito ad altre osservazioni, giunse
poi a scoprire che la vera causa dell'oscuramento era
l'influenza atmosferica. In alcuni casi, cioè quando la
temperatura dei quadri è superiore a quella dell'aria
circostante, cadono su di essi delle piccolissime goccie
d'acqua, le quali talora possono anche diventare molto
grosse. Il dott. de Pettenkoffer potè osservare nella galle-
ria Schleissheim e perfino nella pinacoteca di Monaco dei
quadri, che erano addirit'ura rigati d'acqua, anzi talora
attraversati da leggiere strisele di ghiaccio. Ora, ripe-
tendosi il fatto dell'acqua che cade sui quadri e che
poi evapora, ne viene di conseguenza un cambiamento
nella massa molecolare della vernice, la quale perde
in breve tempo la sua trasparenza e si screpola. Per
ovviare a questo inconveniente il dott. de Pettenkofer
pensò di esporre i quadri, ridotti a tale condizione, ad
una corrente d'aria satura di vapori alcoòlici. E di fatto
la vernice resinosa assorbe tanto spirito alcoolico, da
divenire di nuovo alquanto tenera; le screpolature
scompaiono e la vernice riacquista la sua primiera
trasparenza.

Però questo ottimo sistema vale soltanto, come ab-
biamo detto, per i quadri con vernice resinosa, mentre
riesce affatto inefficace su quadri verniciati ad olio.
Naturalmente il celebre chimico si occupò anche di
questa questione; e nelle Technische Màtheilungen fur
Malerei (Miinchen, 1888, N. 40) troviamo lo splendido
risultato delle sue ricerche.

Il sistema inventato dal dott. de Pettenkofer non
tende a rendere la trasparenza alla vernice (come aveva
fatto per la vernice resinosa), bensi ad allontanare dal
quadro la vernice stessa. Ciò si ottiene mescolando in
dosi eguali balsamo di copaive ed ammoniaca, o bal-
samo di copaive e spirito di vino, e strofinando la su-

perficie del quadro con bambagia inzuppata di quel
liquido.

Sorgerà in alcuno il dubbio, che con questo pro-
cesso non si corra rischio di danneggiare il quadro.
Ma questo sapone di copaive ha la proprietà, che, la-
sciato per alquanto tempo all'aria, perde l'ammoniaca,
la quale scompare sotto l'influenza dell'acido carbonico
contenuto nell'aria, rimanendo soltanto il balsamo. Il
balsamo di copaive poi prosenta anche questo vantag-
gio, che, mescolato coi colori, serve a conservarli; co-
sicché l'inventore crede che esso possa sostituirsi a
tutte le vernici finora in uso.

Lo stesso balsamo può essere adoperato anche per
un altro scopo. E noto che il legno e la tela, essendo
sostanze igroscopiche, esposti che sieno all'umidità,
assorl ono dell'acqua e si gonfiano; ritornano poi allo
stato di prima quando l'umidità decresca. Ciò dà origine
ad un continuo movimento, al quale invece non vanno
soggetti i colori ad olio, che non sono igroscopici. Ora,
spalmando col balsamo di copaive la parìe posteriore
della tela o del legno di un quadro, esso diventa per-
fettamente insensibile alle mutazioni igroscopiche, e si
può impunemente trasportare anche in un luogo umido.

A nessuno sfuggirà l'alta importanza di queste pre-
ziose scoperte, e noi le segnaliamo all'attenzione dei
nostri lettori, e specialmente di quelli a cui è affidata
la conservazione degli antichi dipinti.

Le campanelle del Magnifico. — Nel di-
cembre del 1887 vennero tolti dalla facciata del pa-
lazzo detto del Magnifico, perchè già di Pandolfo I'e-
trucci, in Siena, i bracciali e le campanelle in bronzo,
mirabilissimo lavoro eseguito nei primi anni del se-
colo xvi, dal Cozzarelli. Appena conosciuta la cosa, la
Commissione conservatrice di Belle Arti, l'autorità
municipale, il Governo tentarono ogni via per impedire
che le campanelle prendessero il volo, e per far sì che
fossero tutelati, a forma di legge, i giusti diritti della
città, la quale dalla gelosa conservazione dei lavori
d'arte trae utile ed onore. Fu iniziata causa, contro i
proprietari del palazzo, per l'arbitraria remozione; e il
buon diritto ha trionfato, chè il tribunale li ha con-
dannati come contravventori agii articoli d'un decreto
granducale che ancora ha forza di legge in Toscana. I
bracciali in bronzo saranno rimessi al loro posto.

Aumenti della collezione Gandini in Mo-
dena. — La collezione di stoffe antiche, regalata ge-
nerosamente dal conte Luigi Alberto Gandini al Museo
Civico di Modena, ha pure ricevuto aumento di dieci
tessuti del vi secolo, probabilmente della stessa prove-
nienza di quelli acquistati dal Museo di Milano.

I). GNOLI, Direttore — L. PASQUALUCCI, Editore

Roma — Premiato Stabilimento Tipografico Eredi Vercellini
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