Archivio storico dell'arte — 1.1888

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LUCA BELTRAMI

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ancora più dai rapporti scolastici: cosicché tanto la trabeazione dorica che la trabeazione jonica
del primo piano riuscirono minori del quinto dell'altezza, mentre le erme del secondo piano
divennero più svelte per l'aumento di due braccia in altezza. 1 In questo graduale sviluppo delle
altezze delle colonne o lesene od erme mentre restavano invariate le altezze delle trabeazioni e

diminuiva il basamento e la cornice di finimento, sta forse il segreto di
~—~zrr>~(^Pì~7/r quella grandiosità di linee che presenta l'edificio, e che certamente non

'A J '^ ( I | ' ili

—^^±-JJb?U Z> sarebbe stata raggiunta se l'architetto, di fronte al problema di portare

l'altezza dell'edificio da metri 22 a metri 20 30, avesse aumentato propor-
|V.)|;^M zionalmente l'altezza di tutte le ricorrenze orizzontali, e ciò allo scopo di
c-J Lj-=p rimanere ligio a quei canoni e rapporti scolastici coi quali si ebbe la

1 pretesa di regolamentare la indefinita e libera armonia delle proporzioni
■*>■ architettoniche. Per questo riguardo ho stimato che i pochi segni tracciati
f rapidamente dall'Alessi meritassero questa breve analisi del procedimento
—1 tenuto dall'architetto nello sviluppo del
suo concetto. Per la stessa ragione non
~* riuscirà discaro al lettore che ricorda le
squisitezze decorative del cortile d'onore
nel Palazzo Marino, il vedere la prima
^ idea di tale composizione riprodotta dal-

l'originale conservato nella Raccolta Bian-
, coni (v. schizzo C). La facilità ed esuberanza

\, \ \j j"J^Jjf^ decorativa così caratteristica nelle conce-

HT__^ zioni dell'Alessi, si rileva in questo schizzo

in una misura che si può giudicare ecces-
siva e sproporzionata: le linee architet-
toniche rimangono infatti quasi schiac-
ciate dallo sviluppo ornamentale: un tale
squilibrio, così naturale e spontaneo in
un primo schizzo tracciato liberamente,
e chè tradisce, dirò così, la prepotenza
dell'ingegno, scomparve affatto nella ese-
cuzione, allorquando l'ossatura architet-
tonica potè avere nuovamente ragione
sullo sviluppo della decorazione

i >

gnando a questa quel limite che doveva e
metterne in rilievo tutta la ricchezza e la fantasia.

Quanti insegnamenti proficui possono scaturire dallo studio di pochi segni tracciati da un
vero maestro nell'arte sua quale fu Galeazzo Alessi ! (v. schizzo D).

Luca Beltrami

1 Credo interessante mettere a raffronto le altezze del disegno dell'Alessi ridotte in metri, colle altezze adot-
tate nella costruzione:



nel

disegno

su]

vero





1

70

m.

I

20

piedistallo dorico .

»

1

05

»

1

03

colonna dorica . .

»

4

46

»

4

97





1

05

»

1

10

piedistallo jonico . .

»

1

50

»

1

50

lesena jonica . . .

»

4

20

»

5

20



»

0

90

»

0

95

erma 2° piano .

»

4

20

»

5

75



»

1

20

»

1

70





1

50

»

2

90
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