Archivio storico dell'arte — 1.1888

Seite: 148
DOI Heft: 10.11588/diglit.17347.45
DOI Artikel: 10.11588/diglit.17347.47
DOI Seite: 10.11588/diglit.17347#0242
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/archivio_storico_arte1888/0242
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
GIAN CRISTOFORO ROMAM)

(Continuazione e fine)

ROMA, Gian Cristoforo rivisse nel mondo della sua giovinezza. Al
suo arrivo, il papa Giulio II era intento a crear Cardinali; ed egli,
in attesa delle commissioni del Pontefice, corse su e giù per
Roma ad ammirare le antichità, dissepolte dacché non aveva ri-
veduto la città sua; e rimase meravigliato delle grandi scoperte,
e sorpreso dell'avidità con cui gli amatori si disputavano le
cose rare. Per soddisfare la Marchesana di Mantova, venne ad
accordi con cavatori, perchè a lui? prima che a chiunque, si mo-
strasse quanto si ridonava alla luce; e alla stessa Isabella d'Este fa-
ceva invito di recarsi a Roma, lusingandola col dirle che bene
poteva ripromettersi doni a dovizia, carezze di Cardinali e la
dolce compagnia di madonna Felice, figlia di papa Giulio. 1 Fra
le antichità di Roma, Cesare Trivulzio ci mostra Cristoforo Romano, -insieme con Michelangelo,
innanzi al gruppo del Laocoonte trovato fra le rovine del palazzo di Tito. « Quella statua, » scri-

1 Arch. Gonzaga.

1505. 1. xbre — Roma — A la Illma et Exraa Mada Ma Marchesana de Mantua Patna obsma

in Mantua.

Illma et Ema Patrona mia, ebi la littera de V. S. con la inclusa del Rmo Cardinal S. Perseta la qual presentai
in manu propria, e veramente a sua Sigia fu gratissima, e di V. S. parlo cusi cordialmente che nichil supra, e
cosi mi fece molte offerte in nome di V. S. dil che io ve ne rendo infinite gratie, e se più obligo potessi cre-
scere in me verso V. S. più ne acresceria ma tanto è il vechio che più di novo non ve si può agiungere, pure
il tutto remetto a dio che vi conservi in bono e felicissimo stato perche lombra di V. S. è per schaldarmo
in ogni parte del mondo. Basai il piede al sumo pontefice e lo salutai per parte de V. S. che gli fu grato e ve
ringratio con bona cera poi disse che provederia a quello che voleva che io facessi e per esser stata sua santità
ocupata in voler far questi cardin11 non lo più parlato e poi ateso a rivedere le antichità che son state trovate tante
belle cose poi la partita mia chio resto stupefatto, e qui molta gente si diletta in modo che si dura gran fatica
a posser havere cosa che sia eletta salvo chi non se imbatte .a essere il primo a vederla e pagarla a la prima
domanda perche come se intende montano in gran prezo, io debo andare a vedere una tavola di bronzo tutta
lavorata dargento a la damaschina con figure antiche qual me ditto essere bella cosa sella mi parerà cosa da
V. S. io saldaro il patto perche le cosa da ornare ogni luoco e altri none a, e cosi staro a tento e già o fatti
avertiti parechi che cavano e altri che vuol cavare che me sia mustrato a ine prima che a li altri, non man-
caro de diligentia ma se V. S. viene a roma in questo carnevale ió ve certifico che vi sera donate di belle cose
e qua V. S. e aspettata con grandiss0 desiderio, io ho già certificato a parechi cardinali che V. S. senza fallo
venira a roma e so che vi seranno fatte tante careze e tanto vi piacerà illoco e le diverse cose che iu esso
sono che vi dolera il partire e desiderarete il tornarvi spesso e questo seguirà per molti rispetti e maxime per-
loading ...