Archivio storico dell'arte — 1.1888

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quelle parole vi piaceranno al proposito confortarlo ad
servirne, che '1 serra da noi ben premiato. Se '1 so
scusasse che per l'opera che l'ha principiata a quella
gxsa gria n0n haVeria tempo, poteti responderli che que-
sto serra un pigliare recre itione et exaltatione, quando
da la historia sarà fastidito, pigliando il tempo cum
suo piacere et commodo: l'è vero che quanto più presto
co lo darà finito et tanto magior obligo gli haveremo;
et alli piaceri vostri ce offerimo.
Mant., XIIII Maij MDIIII. »
Angelo del Tovaglia rispondeva argutamente, espri-
mendo il dubbio che i due pittori farebbero « ad gara
de tarditate », ma certo in ogni caso Leonardo sarebbe
vincitore; e la Marchesa qualche mese dopo, nell'affret-
tare il Perugino, che realmente accennava a finire il
suo quadro, tornava alla carica con questa letterina a
Leonardo, tutto immerso nel comporre il cartone della
Battaglia d'Anghiari:

« Leonardo Vincio pictori

M. Leonardo Li mesi passati ve scrivessimo che
desyderavimo havere uno Christo giovine de anni circa
duodeci de mane vostra : ni facesti respondere per
m. Angelo Tovalia che di bona voglia el faresti, ma
per le molte allegate opere che haveti a le mani du-
bitamo non vi raccordati de la nostra, perhò n'è parso
farvi questi pochi versi, pregandovi che quando seti
fastidito de la historia fiorentina vogliati per recreatione
mettervi a fare questa figuretta, che ce fareti cosa
gratma et a vui utile. Rene valete.
Mant. ultimo octobris MDIIII » \

Quasi a compenso delle durezze di Leonardo, il suo
discepolo Salai, nel gennaio del 1505, mostrava « gran
desiderio di fare qualche cosa galante » per la Mar-
chesa: ma non risulta che l'offerta fosse accettata. E
però singolare che questo giovane allievo venisse scelto
da' corrispondenti fiorentini di Isabella, come giudice
e persin correttore del quadro che il Perugino stava
ultimando 2.

Nel marzo del 1506, quando Isabella si recò per le
feste dell'Annunziata a Firenze, ne' pochi giorni che vi
rimase, non ebbe ad incontrarsi con Leonardo ; e l'Y-
riarte corre troppo asserendo senz'altro « elle a vu
l'artiste et Fa presse de l'exécuter. » Una lettera di
Alessandro Amatori, fratello alla prima moglie di Ser
Piero da Vinci, che amava chiamar suo nipote il
grande artista, prova certamente il contrario. Questi
infatti, che già da qualche tempo era in amichevoli

1 Copiateti., Lib. 17. - Alla lettera, diretta a Leonardo,
segue immediatamente un biglietto per il Perugino, pure in data
del 31 ottobre, coincidenza che mostra l'intensa passione arti-
stica d1 Isabella d'Este :

« Perùsino. Ilavemo visto per due lettere che haveti scripte
ad m. Angelo Tovalia corno haveti in bono termine la historia
nostra, che n'è stato molto grato ; ma perchè ne siamo in la
magior expectatione dil mundo vi pregamo che vogliati conti-
nuare acciò che presto l'habiamo. Bene valete. »

2 Bragiiirolli, l, cit., doc. XXXIV.

rapporti con la Marchesa e vi aveva pocanzi visitata
la corte, le scrive di adoperare ogni mezzo per indurre
Leonardo a compiacerla e a mantener la promessa fatta
«già più mesi sono, come costì per sua lettera a me
monsirai alle prefata Ex. V. » Da questo passo note-
vole, che l'Yriarte si è lasciato sfuggire, non è chiaro
che Isabella non aveva a Firenze veduto Leonardo?
Perchè l'Amadori a lei, appena arrivata a Mantova,
richiamerebbe promesse lontane, se a Firenze fosse al-
lora allora intervenuto un nuovo impegno verbale tra
la Marchesa e il pittore ? — Ma ecco per intero la sua
lettera, da cui appare altresì che l'Amadori si attri-
buiva sul nipote un certo ascendente:

« Illma madonna mia obserma Ritrovandomi qui
in Firenze sono ogni hora procuratore di V. Ex. con
Lionardo da Vinci mio nipote et non resto con ogni
studio d'instare apresso lui si disponga a satisfare al
desyderio di V. Ex. circa la figura domandata da voi
et da lui promessa già più mesi sono, come costì per
sua lettera a me monstrai alla prefata Ex. V., et lui
al tutto me ha promesso comincerà in breve l'opera
per satisfare al desiderio di V S. alla cui gratia assai
si racomanda. Et se infin serò qui in Firenze mi signi-
ficherete haver appetito più d'una figura che d'una
altra curerò che Lionardo satisfaccia allo appetito di
quella, alla qual sopra ogni altro mio desyderio pensò
di gratificare.

Visitando la illustre Madonna Argentina 1 con sommo
piacere intese da me V. S. essere arrivata a Mantova
con prosperità; et io soggiunsi che la Ex. V. si raco-
mandava et offeriva a Sua Signoria, il che li fu molto
grato et parse a quella scrivere alla S. V. la introclusa.
Nè altro al presente mi occorre. Idio sempre feliciti la
Ex. V. alla qual humilmente mi racomando.
Florentiae IIJ maij MDVI.

Servitor
Alexander de Amatoribus »
Riconoscente all'Amadori, ma oramai sfiduciata di
poter ottenere qualche dipinto di Leonardo, Isabella
rispose poche linee (Copialett., Lib. 18):
« Dn0 Alex10 de Amadoribus
M. Alex1'0 Ni è stato grato per la lettera vostra
de III instantis intendere che habiati facto le visitationi
nostre alla Sra Confalonera, come per una di sua SrIa
siamo anche certificate : nè manco ce piace la dextreza
che usati cum Leonardo Vincio per disponerlo ad sa-
tisfarni di quelle figure che gli havimo rechieste; che
dil tutto vi ringratiamo exhortandovi ad continuare et
di novo rni alla Sra Confaloniera. Rene valete.
Sachette XII maij 1506.

R. Capilupus »

Dopo ciò, ogni relazione rimase troncata; e fra' te-
sori d'arte adunati a Mantova al tempo d'Isabella, fi-
gura soltanto un quadro del Vinci, che il figlio di lei

1 Soderini, moglie del Gonfaloniere.
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