Archivio storico dell'arte — 1.1888

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G. GALEAZZI

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verse altre se ne aprono, nelle quali le arti han
trovato modo di affermarsi e di esplicarsi con
maggiore larghezza. E prima di tutto registriamo
la Esposizione di Bologna, solennemente apertasi
in presenza della Famiglia Reale fino dal 6 del
mese corrente. In questa fan di sè bella mostra
non pochi pregevolissimi lavori di Favretto, del
Pasini, del Fattori, del Carnevali, il quale espone
il suo grande quadro, La visita del re Umberto
ai colerosi di Napoli, del Muzioli che vi espone
i suoi Funerali di Britannico, composizione bel-
lissima già venduta per quindicimila lire.

Meno largamente assai della pittura è rap-
presentata in questa mostra la scultura. Nono-
stante è citato con onore il gruppo del Norfini
che rappresenta un episodio del luttuoso fatto
di Dogali, diversi lavori del Macca guani e qualche
altra cosa, ma piccola cosa.

- Nel rammentare i lavori artistici più no-
tevoli della Esposizione Vaticana, abbiam dovuto
citare i nomi di due giovani artisti, il Chiaf-
farino genovese e il senese Aldi. Del primo già
si conosceva la morte immatura avvenuta da
qualche tempo e si lamentava come il luttuoso
avvenimento avesse tolto all'arte un così valente
cultore, dal quale si era in diritto di aspettare
altri e più preziosi lavori. Ma disgraziatamente
adesso dobbiamo a quel nome aggiungere an-
che quello dell'Aldi, mancato in questi giorni
sul fiore degli anni. Pietro Aldi è così noto in
Roma che la sua morte, benché avvenuta in
Mandano suo luogo natio, è stata qui conosciuta
poche ore dopo, e ha destato un senso doloroso
in quanti l'han conosciuto o han potuto apprez-
zare le sue artistiche doti. Il Buoso da Doara
le rivelò di un tratto in tutto il loro splendore
e valse all'egregio pittore un premio nella pe-
nultima esposizione di Torino. Il Funerale di
Pompeo accrebbe ancora la fama dell'esimio
artista, che raggiunse il più alto grado, quando
all'inaugurazione del Palazzo delle Arti qui in
Roma, si potè ammirare il quadro suo, Le ul-
time ore della libertà senese, acquistato dal Mu-
nicipio romano per adornarne una sala capito-
lina. La Giuditta del Vaticano, nulla ha ag-
giunto all'artistica rinomanza dell'Aldi, cui riuscì
forse troppo ristretto il termine entro il quale
dovè consegnarla ai committenti; ma è sempre
un lavoro di merito che insieme con gli altri
concorre a far sentire sempre più viva l'ama-
rezza della perdita di così valente pittore.

— Una corrispondenza della Perseveranza

dà un grido d'allarme per un danno non indif-
ferente che si minaccia al patrimonio artistico
del nostro paese. Si tratta dei due grandi quadri
di Annibale G-atti, che quel celebre artista dipinse
per la chiesa di Santa Verdiana in Castel Fio-
rentino, e che a quanto pare deperiscono assai
a causa della umidità delle pareti cui sono ad-
dossati.

Del prof. Annibale Gatti e delle opere sue è
inutile parlare ai cultori dell'arte. A tutti è noto

11 valore di questo artista, tanto più bravo quanto
più modesto, il quale, sia che dipinga ad olio,
sia che dipinga a fresco, non compie opera che
non sia un gioiello artistico.

E le due tele di Castel Fiorentino che rap-
presentano il trasporto di Santa Verdiana, e un
Papa, non mi ricordo quale, che prega prostrato
all'altare della Santa, sono forse le più preziose
di quante ne siano uscite da quel fecondo pen-
nello. La correttezza del disegno, la verità,
l'intonazione del colorito messi a disposizione
di una composizione sobria, ispirata alle clas-
siche tradizioni dell'arte, senza convenzionalismo,
e originale, rendono quei due quadri tra i più
preziosi dell'arte moderna. E dunque un danno,
è dunque una vergogna lasciarli deperire a quel
modo, e aggiungo anch'io la mia voce a quella
del corrispondente della Perseveranza, che ne
reclama una più accurata conservazione.

— Mi si permetta adesso di volgere un ar-
tistico sguardo anche al di là dei confini della
patria nostra e di dar breve cenno di quegli
avvenimenti che maggiormente interessano l'arte
in generale e l'arte italiana in particolare.

Tra i più notevoli fatti che io debbo qui re-
gistrare, tiene certamente il primo posto l'aper-
tura della esposizione italiana a Londra, avve-
nuta solennemente nelle ore pomeridiane del

12 del mese che sta per finire. Lo scopo di
questa esposizione, organizzatasi nella immensa
metropoli inglese per cura di nostri benemeriti
compatriofti, è di riunire in un insieme bene
ordinato i prodotti artistici ed industriali d'Italia,
nell'intento di dimostrare i progressi fatti dal
nostro paese dacché si è costituito nella sua
forte unità.

Non è compito nostro occuparci delle indu-
strie, sibbene delle arti, e mentre non vi ha
dubbio che splendida è la mostra di quelle, mi
è grato rilevare essere splendidissima la espo-
sizione di queste. Non sono io che parlo, è il
Times, il più autorevole giornale dell'Inghil-
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