Archivio storico dell'arte — 1.1888

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DOMENICO GNOLI

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contento me ne tornai a Firenze. » Così, de' due ospiti di cui abbiamo ragionato, il Gelimi si
partì imprecando alla fede de' mercatanti, e il Vasari dichiarandoglisi eternamente obbligato.

Il busto del Celimi è rimasto sempre lì al suo posto, Ano alla demolizione del palazzo e dello
scrittojo di Bindo, 1 quantunque circa il 1840 i fratelli Alleviti chiedessero licenza al cardinal
Giustiniani, Camerlengo di Santa Chiesa, di trasportare al loro palazzo a Firenze il busto « del-
l'autore della loro famiglia. » Benché spoglio delle tappezzerie, dei mobili, delle anticaglie ed
altre helle cose che l'adornavano, e lontano perciò dallo stato in cui lo videro il Celimi e Miche-
langelo, il ricco scrittoio di Bindo, colla volta del Vasari, col busto del Gelimi, colla loggetta sul
fiume ornata di eleganti grottesche, e da cui si godeva la vista del ponte, del castello, della cu-
pola vaticana e del Giani- esso nacque nel 1751, l'in-
coio, era nel suo insieme ^FM- signe archeologo Ennio
di cose e di memorie, una ^^^^^k Quirino Visconti,
pagina caratteristica della ^pK^jM Abhiam visto che il
storia romana del cinque- Hfe^;>;^| Vasari dovette trattenersi
cento. L'ultimo ricordo sto- a^^^^m m Roma per dipingere al-
rico che si colleglli allo .»-JHP§Ppt l'Altoviti, olire alla volta
scrittojo di Bindo, si è che Jf^^^^^^^^^^Èk. dello scrittoio, una loggia
da quella loggia il primo 't^^Xm^i> nella sua vigna. Essendo
He d'Italia e He Umberto /j } '^'\é^r fv^^^j^Vn\ questa « tanto grande (egli
e la Regina Margherita mBm^fwW' •ì'^^B^fscrive) che non si poteva
assistevano allo spettacolo ^||'' ' fjfcgtó If'^'Mm'ÌWk senza pericolo girarvi le
tradizionale della giran- ^^mS^^^* wBmW^ volle, le feci l'are con ar-
dola. Il vecchio Bindo mo- ^jB madure di legname e di
dellato dal Gelimi riceveva ^B^S^^^^W sloic di canne, sopra le
nel suo scrittojo i libera- ^^S^^^^^^ (piali si lavorò di stucco
tori della sua Firenze, i ìpll^^r' e dipinse a fresco, come se
duchi di Savoja divenuti M ' l'ussero di muraglia, e per
Re d'Italia. Aggiungo da ^^fe,^^kl-è>:, tale appariscono e son ere-
ultimo che una mia iscri- ^T^- dute da chiunque le vede,

zione, fatta incidere in e son rette da molti or-

, , n BUSTO IN BRONZO DI BINDO ALTOVITI ,. ,. , .

marmo dal Comune e mu- namenti di colonne di mi-

rata nella facciata del pa- schio, antiche e rare. »

lazzo, ricordava che in La vigna o villa Alto-

viti era ai Prati di castello, e si estendeva lungo il fiume incontro all'Orso fino a Ripetta ; 2 il
casino, lodato già come il più bello di Roma dopo quello del Chigi, corrispondeva incontro al
collegio dementino, ora provinciale. Quell'area è adesso coperta e si va coprendo di nuove co-
struzioni; il casino fu demolito nel 1849, durante l'assedio di Roma, e della villa non ce n'è più
traccia. Essa era piena di statue e di marmi antichi, venduti poi ai Duchi di Savoja, e trovati
nella villa Adriana sotto Tivoli che era di proprietà degli Altoviti.

Bindo fu sepolto nella cappella gentilizia da esso eretta alla Trinità de' Monti, e ornata di
pitture per cura di Giambattista suo figlio, che ricordò in una semplice iscrizione il padre e la
madre. E scomparsa la villa, è demolito il palazzo. Sic transit gloria mundi.

Domenico Gnoli

1 II busto e gli altri oggetti sono oggi in Roma, in una casa presso Monte Giordano.

2 V. la Pianta di Roma del Nolli.
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