Archivio storico dell'arte — 1.1888

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E RAPPRESENTAZIONI DELLA GENESI IN S. MARCO A VENEZIA

E LORO RELAZIONE CON" LA BIBBIA COTTONIANA

HI consideri, di quale attenzione sia oggetto la chiesa
di San Marco in Venezia da parte degli eruditi, degli ar-
tisti, ed in generale del mondo civile, non potrà fare a meno
di osservare, quanto poco sieno stati studiati scientifica-
mente i celebri mosaici che ivi si trovano. Questo fatto sta
però in relazione collo stato odierno degli studii di storia
artistica, per i quali il medio evo è rimasto un immenso
campo molto incompletamente conosciuto, sebbene esplorato
in varie direzioni. La questione importantissima della rela-
zione fra l'arte occidentale e la bizantina è stata assoggettata
appena da poco tempo ad un esame critico; nè d'altra
parte è possibile sciogliere il problema d'un colpo come il
nodo gordiano. A Venezia, sul confine fra l'Oriente e l'Occi-
dente, si deve essere molto incerti su quanto si debba attribuire all'uno e quanto all'altro, tanto più
che le ricerche hanno tratto in luce solo pochissimi documenti che si riferiscano ai più antichi
mosaici. Perciò è facile il cadere in errore, come è pure avvenuto a valenti ricercatori. 1 E se
qui un figlio dell'ultima Tfiule imprende a trattare d'una parte degli antichi mosaici di questa
chiesa meravigliosa, gli è perchè egli spera, con una casuale scoperta, di poter portare nuova luce
sull'argomento.

Trattandosi di uno studio di iconografìa comparata, la mia ricerca potrà in certo modo ap-
parire quale una modesta continuazione degli studii dello Sprinter su « le rappresentazioni della
Genesi nell'arte dei primi tempi del medio evo; » 2 vi sarà tuttavia questa differenza, che essa
si limiterà a stabilire dei confronti iconografici che serviranno a giudicare dei mosaici veneziani.
Se non che devo avvertire che mi son lasciato andare al piacere di seguire le diverse fila che
si diramano dal centro, con maggior libertà di quanto era si rottamente e rigorosamente necessario
per il mio tema.

1 Così per esempio lo Schnaase e il Kqndakoff. Anche il Labarte tratta dei mosaici veneziani con una su-
perficialità che fa veramente meravigliare (Hist. des arts industriels, T. 11, p. 370, 371 e 375). Particolarmente
egli nomina soltanto — come lavori del secolo xi — il Cristo sul trono fra Maria e San Mai-co, e il Battesimo
nel battistero. Quest'ultimo appartiene invece al secolo xiv! 1 signori Cavalcaseli^ e Crowe {Storia della pittura
in Italia, v. I, p. 119) nominano alla sfuggita questi mosaici, perchè davvero sembrerebbe non abbiano avuto
particolare importanza per lo sviluppo dell'arte italiana.

2 Vedi Abhandlungen der sdchsischen Gesellschaft, 1884.
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