Archivio storico dell'arte — 1.1888

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LORENZO COSTA

pella, i quali hanno alcuni caratteri di Francesco del Gessa, senza che storicamente possa ritenersi
ch'egli vivesse tanto da eseguirli; e inoltre anche pei vetri colorati che si vogliono disegnati dal
Costa, mentre un confronto con quelli della prossima cappella aventi caratteri propri del Costa,
basta per non ritenerli di questo pittore, poiché hanno una grandiosità e un disegno più largo,
secondo la maniera del Francia, e hanno anche le mani lunghe e caratteristiche della scuola del
Francia stesso.

Quali opere primitive del Costa sono pure indicate la tavola della pinacoteca bolognese, rap-
presentante la Madonna, San Jacopo e San Sebastiano, e una tempera della pinacoteca stessa
ov' è raffigurata la Madonna insieme con S. Petronio ed una Vergine martire: la prima mostra
nelle pieghe a curve ricorrentisi una caratteristica del maestro, ma è così guasta da non servire
gran fatto a riscontri di stile ; la seconda mostra qualche reminiscenza dell'arte di Francesco del
Cossa. 1

A Ferrara erano pure indicate varie opere giovanili del Costa, e il Laderchi ed altri gli attribui-
rono parte degli affreschi di Schifanoia, 2 mentre il nostro pittore, nato nel 1460, 3 non potè cer-
tamente prender parte ad un lavoro che fu compiuto nel principio del 1470. Per quanto ci consta,
a Ferrara, dopo i suoi primi anni, egli non soggiornò che nell'anno 1499, in cui assunse di ador-
nare il coro della Cattedrale, insieme con Lazzaro Grimaldi di Reggio, col Boccaccino, con Niccolò
Pisano e un modenese.4 Gli scrittori ferraresi annoverano diverse cose di lui nella loro città, ma
noi dubitiamo assai delle loro asserzioni. Prima, il Vasari aveva raccontato d'aver veduto di mano del
Costa, nella guardaroba degli Estensi, in molti quadri ritratti al naturale che sono benissimo fatti, e
molto simili al vivo. 5 Questa frase fece pensare ai commentatori che il Vasari avesse voluto ri-
ferirsi agli affreschi di Schifanoia, ove tanta quantità di ritratti si vede. Ma, come abbiam detto, a
quegli affreschi non potò aver parte, e dobbiam supporre che veramente il Vasari intendesse par-
lare della galleria ducale, nel designarla per la galleria del signor Duca di Ferrara. Nella guar-
daroba estense erano difatti riposte molte opere pittoriche, onde convien ritenere che il biografo
aretino alla parola quadri non desse in quel caso il significato di scompartimenti a fresco, bensì di
quadri mobili. Ma il Vasari era all'oscuro della storia dell'arte ferrarese: Galasso, Ercole da Ferrara,
il Costa sono da lui ricordati specialmente, perchè a Bologna, ove si soffermò più volte e a lungo,
ebbe occasione di ammirarne le opere. Di molti altri artisti a lui non giunse neppure il nome ;
cosicché, se anche egli vide ritratti nella guardaroba estense, la sua attribuzione può essere dif-
fìcilmente seconda al vero. Baldassare d'Este e Cosmè Tura principalmente furono i ritrattisti degli
Estensi, e dovettero essere di loro mano gli antichi ritratti veduti dal Vasari. E certamente era
di Cosmè Tura quello di Alfonso d' Este bambino, il quale fu per ben tre volte dipinto da quel
maestro; 6 ma lo stesso ritratto fu dal Baruffaldi, per erronea interpretazione delle parole del
Vasari, ascritto a Lorenzo Costa. 7 II Vasari parla anche d' altre pitture di questo pittore, come
esistenti nel coro di S. Domenico di Ferrara, tutto di sua mano; dove si conosce la diligenza
ch'egli usò nell'arte, e che egli mise molto studio nelle sue opere. Ma il coro fu atterrato nella
riedificazione della Chiesa, e non è dato più di stabilire la verità di quell'affermazione; e tuttavia

1 II Gozzadini (Memorie per la vita di Gio. II Bentivoglio, 1839) cita un'altr' opera dell'età giovanile del
Costa, ma senza fornire la prova che a quest' artista appartenga. Sarebbe una lunetta di un arco, con la Vergine
e il divin fanciullo fra le braccia. Esiste nella principesca villa di Poledrano. In un cartello leggesi : IOANNES
BENTIVOLVS IL... ER... FECIT ANNO DOMINI MCCCCLXXX....

2 Cfr. F. Harck, Die Fresken im Palazzo Schifanoia in Ferrara (Jahrbuch der Kóniglich preussischen Kunst-
sammlungen. 1884. Heft II). - A. Venturi, Gli affreschi di Schifanoia secondo recenti pubblicazioni e nuove ricer-
che (Atti e memorie della R. Dep. di Storia Patria per le Rotnagne, 1886).

3 Fra i documenti pubblicati dal Gualandi {Memorie originali, serie III, 1842, p. 8) vi è questo: « 5 Marzo 1535.
M.r Laurentio Costa in cont.a Unicorno morto de fibbra e uno catar, infirmo die 5, d'età ann. 75».

4 L. Napoleone Cittadella, Documenti ed illustrazioni per la storia artistica ferrarese. Ferrara, Taddei.

5 Le Vite, t. III. Firenze, Sansoni, 1878, p. 132.

6 A. Venturi, Cosma Tura genannt Cosmè (Jahrbuch der K.preuis. Kunstsammlungen. I u. II Heft. Berlin, 1888).

7 Op. cit., t. I, p. 108.
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