Archivio storico dell'arte — 1.1888

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ADOLFO VENTURI

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l'oratorio di S. Cecilia, ne' due scompartimenti, ove rappresentò la Conversione di Valeriano e
S. Cecilia ohe dispensa le sue ricchezze ai poveri rimane sempre il pittore delle composizioni
varie, delle fresche vallale e delle figure scarne ed aspre alquanto, nonostante certa ricerca della
grazia, che si svela nelle leste ripiegate sulle spalle. Notevole è però, nella prima composizione,
1' espressione del vecchio Pontefice catechizzante il giovane Valeriano, e la profonda divozione,
il raccoglimento del catecumeno; bella, nella seconda scena, la pietosa Musa cristiana fra le mi-

M A DONNA E SANTI NELLA CAPPELLA BACIOCCHI
(Parte del dipinto di Lorenzo ('usta in S. Petronio a Bologna)

serie degli uomini. Le ligure dei due campi spiccano sul fondo di un'ampia vallata, percorsa da
rivi e canali, sparsa d'alberi con Ironchi esili ed alti.

Nel paesaggio il Costa supera di gran lunga il Francia, con cui rappresentava in certo modo
l'arte ufficiale a Bologna. Quando Michelangelo si sdegnò del Francia, perchè gli aveva lodato la
statua di papa Giulio come un bellissimo getto e una bella materia, disse : va al bordello tu e V
Costa che siete due solennìssrmi goffi nell'arte. 1 II fiero scultore voleva a quel modo colpire non
il Francia soltanto, ma Pitia l'arte bolognese, disprezzandone i suoi principali rappresentanti. La-
vorarono il Costa e il Francia spesso a fianco l'uno dell'altro, ma al Francia era sempre assegnata
la parte più importante dell' opera. Nelle opere primitive il loro modo di fare si distingueva più

1 Veramente il Vasari nella prima edizione (1550), p. Ili, 962, non scrisse il Costa, bensi il Cossa ; ma certo
per equivoco o per errore di stampa, poiché il Vasari non mostrò d'aver conosciuto opere del Cossa, e non lo
nomina mai. Nella seconda edizione del 1568 non è ricordato l'aneddoto.
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