Archivio storico dell'arte — 1.1888

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CRONACA ARTISTICA CONTEMPORANEA

pende sono la Fondazione d'Alba, V Ingresso
dei Galli in Senato, disegnate in occasione di
un concorso per la decorazione di una sala del
palazzo ove ha sede il Senato del regno; il quadro
dei Coronari, la piccola messa e l'Irnerio stu-
pendamente dipinto a Bologna. Lascio ad altri
più competenti lo sviscerare i meriti di questo
valente artista: a me basta aver fatto cenno di
un latto cosi doloroso per l'arte italiana quale è
stata la morte di Luigi Serra.

- E se la pittura tanto ha da dolersi della
scomparsa del Serra, non meno ha da piangere
l'arte dell'intaglio in rame per la morte del
prof. Pietro Mancion, il decano fra gli incisori
in rame italiani. Nato in Ragusa nel 1803, Pietro
Mancion, in età di otto anni, fu condotto a Roma
e ricoveralo a S. Michele, ove dal prof. G-ian-
giacomo apparò il disegno, e poi l'arte d'inci-
dere dal Ricciani e dal Marchetti. Compagno di
Calamatta e di Mercuri, conservò con essi, tanto
che vissero, amicizia fraterna, ed egli è sceso
nella tomba a 85 anni, ultimo di una triade che
sarà eterno onore del Pio Ospizio che l'accolse
e l'avviò pei sentieri splendidi, benché talvolta
spinosi, dell'arte. Pietro Mancion cominciò a
lavorare per la Calcografia pontificia fino dai
1826, e diciannove anni dopo ne avrebbe potuto
prendere la direzione offertagli dal cardinal To-
sti, se egli, modesto quanto coscienzioso, non
l'avesse rifiutata, dichiarando che quel posto
spettava al suo amico Mercuri. Pietro Mancion
dopo aver lavorato indefessamente per tutta la
sua lunghissima vita, è morto quasi povero, la-
sciando la famiglia in ben poco florido stato.

— Terminerò la lamentevole lista, col regi-
strarvi un artista straniero, uno scultore di ta-
lento non comune e che ha lasciato molte opere
originali ed ardite. Antonio Etex, nato a Parigi
il 20 marzo 1808, fu allievo di Dupaty e di
Pradier ed ebbe anche lezioni dall'Ingres e dal
Duban. Un gruppo colossale, Caino, esposto al
Salon del 1833, lo mise in evidenza più ancora
di quanto l'avesse fatto il Giacinto ucciso da
Apollo, che pur gli aveva fruttato un premio
governativo cinque anni avanti. Ebbe da Thiers
la commissione di due gruppi per il celebre
Arco della, Stella da lui magistralmente eseguiti,
e sono quelli che adornano l'Arco di trionfo dal
lato del ponte eli Neuilly e che rappresentano
la Resistenza (1814) e la Pace (1815). Etex fu
non solo scultore, ma anche pittore ed archi-
tetto di vaglia. Leda, Olimpia, Rossini al teatro
dell'Opera; il Colèra, e Bianca di Castiglia al
Museo di Versailles; il S. Agostino alla Madda-
lena, e molti e molti altri gruppi, busti e statue
testimoniano del suo valore nella scultura: Fau-
sto e Margherita, la Fuga in Egitto, le due
Schiave, antica e moderna, fan conoscere l'abi-
lità sua nell'arte del dipingere ; e di quella del-
l'architettare lasciò non dispregevoli saggi in
vari monumenti funebri, tra i quali merita il
primo posto la tomba di Liouville al Pére La-
chaise.

E qui depongo la penna, augurandomi pel
mese venturo men dolorose note.

Luglio 1888.

C. Galeazzi

L. PASQUALUCC1, Editore

D. GNOLI, Direttore —

Roma — Premiato Stabilimento Tipografico Eredi Vercellini
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