Archivio storico dell'arte — 1.1888

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FRANCESCO GAVAZZA

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lire e restaurare alla meglio gli avanzi delle tombe di Odofredo e di Accursio e di far riportare
quelli della tomba di Rolandino in San Francesco» e ciò prima della solennità del centenario, affinchè
quanti fossero convenuti in tale occasione a Bologna conoscessero le buone intenzioni del Governo
a riguardo di quei monumenti, testimoni delle antiche nostre glorie. Quei lavori furono infatti
compiuti, ed ora può dirsi iniziato il restauro che nell'anno prossimo speriamo vedere condotto a
termine.

Sarà esso una nuova, una grande conquista, non solo per la storia, ma eziandio per l'arte.
Conquista per l'arte il restauro in se stesso delle tombe, che sono un tipo elegante e raro dell'ar-
chitettura del xiii secolo; conquista impareggiabile ancora perchè, dando luogo alla demolizione del

TOMBE DEI GLOSSATORI ACCURSIO, ODOFREDO E;ROLANDINO DE' ROMANZI

fabbricato che oggi è addossato ai monumenti dei glossatori, scoprirà alla vista di tutti l'abside di
San Francesco, che co' suoi contrafforti aperti, colle sue cappelletto cuspidali e le molte finestre
ogivali e bifore, restaurata che sia, farà mostra di una straordinaria eleganza. Sarebbe vivamente
a desiderarsi che la demolizione del fabbricato demaniale si estendesse anche a scoprire fino alla
base la torre delle campane che sorge accanto all'abside, opera questa sublime della fine del xiv se-
colo dello stesso architetto di San Petronio, mastro Antonio di Vincenzo, e della quale ora può
vedersi soltanto la parte superiore.

Le tre tombe, cui faranno fondo l'abside ed il campanile di San Francesco, formeranno insieme
a questi un gruppo tale di monumenti che per merito artistico troverà in pochi altri confronto,
per effetto pittorico forse in nessuno.

Bologna, agosto 1888.

Francesco Cavazza
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