Archivio storico dell'arte — 1.1888

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LA TOMBA DI ROBERTO D'ANGIÒ

IJST NAPOLI

UESTO sepolcro reale, uno dei più grandiosi che esistono in Italia,
trovasi nella chiesa che, sebbene dedicata al Corpo di Cristo, viene
appellata di Santa Chiara per l'attiguo convento di Clarisse, edificata
da Roberto d'Angió, il quale, secondo narra la tradizione, la fece
innalzare per espiazione di avere avvelenato il fratello, Carlo Mar-
tello re d'Ungheria, e ciò per desiderio di regnare dopo la morte del
padre, Carlo IL 1 La prima pietra di questo tempio fu posta con solenne
pompa nel 1310.2

Non è certo ignoto agli studiosi di cose d'arte questo monumento
sepolcrale, che rammenta un lungo ed interessante periodo della storia
italiana; ma non ci sembra inutile riprodurlo in questo periodico, e pubblicare per esteso il docu-
mento dal quale si ricavano i nomi degli scultori fiorentini che per incarico di Giovanna I lo
scolpirono.

La tomba di Roberto in origine era il principale ornamento scultorio che arricchiva l'interno
del tempio, e doveva fermare gli sguardi dei visitatori, perchè situato nel fondo principale del
coro, e in causa della grande semplicità architettonica del tempio, che, mancando di ornamenti
ridondanti, contribuiva a dare risalto all'assieme architettonico e scultorio che forma il sepolcro.
Purtroppo presentemente, oltre ad essere in grande parte nascosto da un altare che dimostra la biz-
zarra e barbara stravaganza di un architetto del secolo scorso, è circondato ai lati e superior-
mente dall'impiastricciamento che pure nel secolo scorso deturpò l'interno di uno tra i più cospicui
tempii italiani.

L'altezza del mausoleo è di metri 14, 82, e noi supponiamo che nel muro dove esso poggia, al
disopra del vertice del medesimo, dovesse aprirsi in origine una grande finestra circolare, di pari
diametro a quella che, sebbene accecata, è tuttora visibile nella parte esterna della facciata, al
disopra della maestosa benché incompleta porta. 3

Il concetto generale del monumento, per quanto possa sembrare comune, pure non è tale ed
in esso vi è del singolare.

1 Summonte, Dell'Historia di Napoli,, tomo li, p. 353.

2 Ivi, tomo II, p. 373.

3 Nel secolo scorso furono profusi quattrini per un totale restauro che tolse alla chiesa il carattere proprio, e già nel
xvii secolo furono coperte le antiche dipinture murali.
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