Archivio storico dell'arte — 1.1888

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UN AVORIO DEL MUSEO VATICANO

tante volte notata, che i primi hanno maggior finezza d'esecuzione e maggior nobiltà ne' tipi e
negli atteggiamenti delle figure.

Notai come in quest'arte gotica del secolo xiv la rappresentazione del Crocifisso sia divenuta
affatto realistica. Non fu così ne' primi tempi cristiani, quando, cioè, incominciò ad apparire nell'arte
anche la rappresentazione della morte di Gesù. I primi monumenti a noi noti, i quali non risalgono
più in là del secolo v:1 uno scompartimento delle porte in legno di Santa Sabina ed una tavoletta
d'avorio del British Museum, 2 mostrano Cristo affatto calmo e cogli occhi aperti. Sull'avorio esso
è nimbato, giovane e imberbe3 come la sua figura ideale nelle catacombe e sui sarcofagi, e colle
braccia distese orizzontalmente sopra la trasversa della croce ; sulle porte è senza nimbo, barbato
e colle braccia atteggiate ad orante, in modo che non sembra neppure un crocifisso; forse perchè
i cristiani rifuggivano ancora di esporre apertamente al disprezzo de' pagani rimasti la figura del
Dio ridotto all'estremo supplizio. Ambedue i Crocifissi, cinti i lombi da una stretta cintura, le cui
estremità ricadono loro sul davanti, sembrano affatto due antiche figure di atleti, un po' tozze, ma
ben modellate.

Del resto, l'arte antica avrebbe potuto dare alla cristiana quasi intero il motivo del crocifisso,
o colla figura di Marsia legato all'albero, o con quella di Prometeo affisso alla rupe; ma la troppo
vibrata espressione del dolore fisico, dell'ira e del desiderio di vendetta, data ad esse dai pagani,
mal si conveniva all'imagine d'un Dio che volontariamente s'era immolato; ond'essa, sia per questo
concetto, sia per imperizia nell'arte, si fece calma e senza veruna espressione. Colle braccia spie-
gate da orante ed in atteggiamento maestoso, ornato di nimbo crocigero e con barba, vestito di
tunica e pallio, senza che vi si veda dietro alcuna traccia della croce, Gesù Cristo crocifisso è
inciso in una delle celebri ampolle di Monza (Garrucci, tav. 434, n. 4), dove in generale si usò
porre il busto di lui trionfante sopra la croce. Questa rappresentazione però devesi ritenere come

son figurati Maria e Giovanni presso il Crocifisso in un'altra legatura di ms. latino del secolo xin, nella Nazionale di Pa-
rigi (N. 9455, esposto N. 258. Il Bouchot, che riproduce questa legatura, la pone, ma erroneamente, nel secolo xiv). Maria alza
il capo verso Cristo e congiunge sul petto le mani; Giovanni tien basso il volto addolorato, uria mano sul petto e coli'altra il
libro dell'Evangelo. Nel polittico d'avorio, appartenente un tempo alla collezione Debruge (Labarte, Hist. des arts indus-
triels, voi. I, pi. xvn), e di cui spesso abbiam dovuto far cenno, nello scompartimento superiore della tavoletta di mezzo è
pur figurata la Crocifissione. Il Cristo morto è atteggiato nello stesso modo che abbiam sopra descritto; ma ne son più
giuste le proporzioni, meno esagerata la mossa e maggiore la finezza dell'esecuzione. Maria, il cui manto le scende dal capo
sulle spalle e dietro la schiena, restando aperto sul davanti, alza e rivolge il viso a Gesù, con una smorfia alquanto leziosa,
mentre muove e ritira al petto le mani aperte, al rovescio; San Giovanni, rivolto verso Gesù, porta sul viso alquanto chi-
nato le nocche della mano destra, tenendo colla sinistra il libro. Altri lavori con la stessa composizione e dello stesso stile
vedi pubblicati dal Bouchot (Les relieures d'art, età, brochure, verso), dal Cahier (Mélanges, voi. IV, fig. 138, p. 245 e segg.),
e negli Annales archéologiques (tomo XXV, fase. V e VI, p. 298, incisione annessa: 2 tavolette d'avorio, lavoro francese della
line del secolo xiii, che avean fatto parte della collezione Escalopier).

1 Delle primitive rappresentazioni simboliche e sulla questione del Crocifisso colla testa d'asino, scoperto sul Pala-
tino ed ora nel museo Kircheriano, non mi pare qui il luogo di occuparsi; uscirà fra breve un mio lavoro sulle rappresen-
tazioni della Crocifissione.

2 Per questi due monumenti consulta specialmente il Dobbert, Zur Entsteliungsgeschichte des Crucifixes, Jahrbuch
der kònigl. preuss. Kunstsammlungen, I voi., I fase, p. 46 e segg.

3 Questo tipo di Crocifisso senza barba e coi capelli lunghi trovasi anche in monumenti medievali d'epoca più recente.
Così nella pace di Orso, duca di Ceneda nel 752 (Cfr. Garrucci, St. dell'arte crist., voi. VI, tav. 459 e p. 86); in una miniatura
d'un Evangeliario nella bibl. Nazion. di Parigi (N. 257, riprodotto dal Louandre, Les arts sompt., tomo V, pi. v), scritto ed
ornato nel ix secolo, in istile franco-sassone; nell'avorio del Tesoro di Tongres, bellissimo lavoro di scuola renana (sec. ix-x)
e in quello del Tesoro del re di Baviera, pubblicati ambedue dal Cahier {Mélanges, voi. II, pi. vi e vm) ; in una copertura
d'avorio in Monaco (N. 34 del vecchio catalogo), pur essa di scuola renana e non più tarda, io credo, del x secolo (cfr. Cahier,
N. Mélanges, pi. vi, p. 29, tomo lì); in un altro avorio del Tesoro della cattedr. di Narbona, forse della line del x secolo
(cfr. Annales archéol., editi dal Didron, tomo XXVII, tav. i); su d'una tavoletta d'avorio in Essen, di scuola renana, del
principio dell'xi sec. (cfr. Ernst Aus'm "Weerth, Denkm. der christl. Kunst in d. Rheinlanden, tav. xxv, p. 32). Pi un roz-
zissimo Crocifìsso dell'xi sec. nel duomo di Merseburg, imberbe, cogli occhi aperti, il nimbo crocigero, una gamba sopra
l'altra, le braccia un po' piegate, il capo rivolto alquanto in su, confitto in croce con tre chiodi, dà il disegno e la notizia
I'Otte (Jahrb. d. kònigl. preuss. Kunstsamml., VI, p. 164). Anche tra le pitture del xiv secolo, nel coro d'una piccola chiesa
parrochiale in Bergheim Mùllekoven, il Crocifìsso è figurato giovane, imberbe e coi capelli lunghi (Cfr. E. Aus'm Weerth,
op. cit., tav. xxxix). In tutti questi monumenti, fuorché nella pittura ora ricordata, il Cristo ha un atteggiamento assai
calmo ed è vivo.
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