Archivio storico dell'arte — 1.1888

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CRONACA ARTISTICA CONTEMPORANEA

Opere assai pregevoli però non mancarono, e,
tra quelle che furono maggiormente osservate,
ricorderò un Calvario del Conconi, originalissimo
dipinto con un tramonto di colore intenso e di
forte effetto, che rammentava assai quei certi
cieli che il Crivelli nel xv secolo metteva per
fondo nei suoi quadri religiosi. Rammenterò pure
i ritratti del Ferragutti e quello del Dall'Orto;
un grandioso e simpatico paesaggio di E. Gignous,
il quale ad una tecnica che soddisfa i seguaci
del realismo accoppia un sentimento poetico di
tutta soavità; interessante era pure il paesaggio
del toscano Adolfo Tommasi, ecc. ecc.

Questa penuria di numero di opere all'Espo-
sizione primaverile della Permanente era già
stata, come dissi, presentita, 1 ed anzi la famiglia
artistica, riunita in assemblea, aveva già votato
di far presente all'Accademia di belle arti questo

1 Le Esposizioni annuali delle Società riunite per le belle
arti e dell'Esposizione permanente ebbero principio nella pri-
mavera del 1SS6, allorché fu inaugurata la loro sede nell'ele-
gante palazzina appositamente edificata dall'architetto Luca
Beltrami. Questo grazioso edificio nello stile del Rinascimento
italiano, che gli artisti chiamano la Permanente, è una vera
Kunstlerhaus, che gareggia in venustà e valore architettonico
con quella di Vienna, e cade in proposito citare il giudizio
che ne diede il dottor Gaetano Negri, sindaco di Milano, nel
suo discorso del 25 aprile 1886: « Eccellente fu la scelta del-
l'area nel quartiere più bello, più allegro, più aperto della
nostra città, sopratutto la scelta dell'artista a cui affidaste la
creazione dell'edificio. Per fare la casa dell'arte, egli ha sa-
puto interrogare colei che l'avrebbe abitata e che aveva, evi-
dentemente, con lui una grande dimestichezza, e ne ebbe pre-
ziose confidenze ed un' ispirazione squisitamente leggiadra ».
(V. L. Benapiani e A. Barattani, Ars,, appunti critici illu-
strati, ecc. Milano, Galli, 1886).

risultato negativo di due Esposizioni annuali e
l'opportunità di renderle soltanto periodiche.

Il Consiglio accademico alla sua volta nominò
una Commissione con mandato di studiare la que-
stione.

Sinora nulla fu definitivamente conchiuso, e
per quest'anno avremo ancora la solita Esposi-
zione all'Accademia, a Brera, i soliti concorsi e
premi; ma insistente si fa la voce che la solu-
zione abbia a recare che le Esposizioni all'Acca-
demia di belle arti ed i concorsi e premi che ne
formavano l'appendice siano per tenersi ed ac-
cumularsi ad intervalli di due o tre anni.

Dicono che ciò ridonderà a vantaggio della
stessa Esposizione dell'Accademia; è un fatto che
l'arte si trasforma, ed anzi che si trasforma or
più lentamente, or con moto più veloce, che com-
pagni della trasformazione sono i tentativi, le
belle audacie, il coraggio di sottoporre al giu-
dizio del pubblico le intuizioni nuove, i concetti
e le tecniche personali. Or nessun campo è più
adatto per lo svolgimento di questi tentativi che
le sale libere di una libera Associazione artistica.

Le opere più elaborate, i risultati più decisi
e concreti, che soltanto col perdurato studio e
lavoro, e quindi con maggior tempo si possono
ottenere, vengano esposti a periodiche mostre
nell'Accademia di belle arti, dalla quale son par-
titi gli insegnameuti primieri e la quale non
respinge affatto il cosciente e convinto svolgi-
mento artistico.

Giulio Carotti

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