Archivio storico dell'arte — 1.1888

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LUIGI FUMI

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che fecero San Giovacchino e Sant'Anna della loro prole, soggetto del primo quadro della seconda
fila. Sopra a questo, nel secondo scompartimento, sarebbe, a dire dello stesso autore, San Giovanni
Crisostomo, appresso al quale è il quadro della Vergine condotta di tre anni al tempio dai suoi
genitori per essere dedicata a Dio. Viene raffigurato nel quarto, secondo il ridetto scrittore, San
Germano, altro patriarca costantinopolitano, e nel quinto i genitori di Maria, i quali, lasciata nel
tempio la fanciulletta loro, se ne ripartono. San Pier Crisologo vescovo di Ravenna, nel sesto, in
atto di considerare il libro che egli scrisse delle lodi della Vergine, la quale è rappresentata nel
settimo quadro con i sacerdoti del tempio quando le eleggono a sposo il casto Giuseppe. Nell'ottavo,

RIQUADRO DELLA VETRATA NELLA FINESTRA GRANDE DI TRIBUNA

(Duomo d'Orvieto)

San Basilio vescovo di Seleucia, che nella orazione da lui scritta in lode della Vergine sta medi-
tando ciò che appare nel nono, cioè lo sposalizio di lei. Nel decimo, San Cirillo Alessandrino, difen-
sore della maternità di Dio in Maria contro Nestorio e panegirista di lei; la quale nell'ultimo e
undecimo scompartimento si vede assisa in trono col divino infante in braccio, adorata come signora
universale da tutto il mondo. Nel primo scomparto di terza fila, a partir sempre dal fondo, San Gre-
gorio, vescovo neocesariense, autore dei sermoni sul mistero della Annunziazione, figurata nel secondo
quadro. Nel terzo, San Severo patriarca d'Alessandria, che nella esposizione del cantico Magnificat
descrisse l'istoria dipinta nel quarto, la visita, cioè, alla cognata Elisabetta nella città di Giuda. Nel
quinto si vuol vedere San Cipriano vescovo di Cartagine, che descrisse la nascita di Gesù Cristo nella
grotta di Bettelem, figurata nel sesto. Sopra questo, nel settimo, San Cirillo vescovo di Gerusa-
lemme, il quale nella vita di Teodosio Cenobiarca scrisse ciò che è colorito nell'ottavo, cioè l'ado-
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