Archivio storico dell'arte — 1.1888

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J. J. TIKKANEN

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quali pone un peso sulla groppa all'asino, che sta sul dinanzi, tenendo fra i denti la corda ; il terzo
all'incontro parla con Abramo.

Importante per comprendere la relazione fra i mosaici e le miniature è l'unica figura conser-
vata d'un servo del re di Sodoma, che pone da parte il decimo della preda per gli alleati di
Abramo. Nella miniatura egli sta seduto; l'autore dei mosaici, invece, ha tanto poco capito il mo-
dello, che si è incerti se la sua figura cammini o stia ferma. Ambidue però tengono nella destra
una coppa e colla sinistra afferrano all'orlo un grande vaso (il quale invero nel mosaico ha per-
duto la sua forma classica), alla cui base trovasi una tazza piatta. Al confronto della miniatura il
mosaico si presenta come qualche cosa di nuovo, ma non si può menomamente dubitare intorno
alla derivazione di questo da quella.

(Mosaico di Venezia) (Bibbia di Cottoli — dal Garrucci)

ABRAMO CONDUCE SECO AGAR, LA SERVA DI SARA

Una meravigliosa somiglianza mostrasi nuovamente nella scena nella quale Abramo conduce
seco la serva di Sara; somiglianza che si estende perfino alla costruzione della porta. Soltanto
nella miniatura, o più esattamente nel disegno della Società antiquaria, Agar afferra il polso di
Abramo, senza dubbio un errore di riproduzione. Nel mosaico, invece, Abramo, com'è naturale,
prende per mano la fanciulla. Nel frammento della miniatura la figura di Sara è scomparsa.

La stessa concordanza trovasi nella scena in cui l'angelo parla ad Agar presso il pozzo e
l'esorta al ritorno.

Dell'accoglienza dei tre angeli io non ho riprodotto dalla miniatura che un piccolo schizzo di
una figura d'angelo, che non permette di trarre alcuna conclusione certa. Troviamo però almeno
quasi lo stesso atteggiamento e lo stesso costume di corte bizantino che nel mosaico.

Il banchetto offerto da Abramo ai tre angeli ci mostra, in ambedue i luoghi, la tipica disposi-
zione della tavola. Però nella miniatura è ancor più notevole la strana disposizione della tenda sulle
teste degli angeli e perfino la medesima forma di essa, nell'apertura della quale comparisce Sara.
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