Archivio storico dell'arte — 1.1888

Seite: 369
DOI Heft: 10.11588/diglit.17347.82
DOI Artikel: 10.11588/diglit.17347.85
DOI Seite: 10.11588/diglit.17347#0479
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/archivio_storico_arte1888/0479
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
NUOVI DOCUMENTI

369

XXIX. 1

1477 ottobre 2.

Archivio Notarile di Recanati, Liber siue Bastar-
dellus del notaio Piergiorgio d'Antonio, c. 355".

Mastro Giuliano, Aglio di Leonardo, da Maiano, riceve da ser
Antonio Cruciarli, procuratore del cardinale di Cu enea,
due. 31, boi. 26 come residuo del prezzo di due. 300, boi. 31
per l'opera prestata da vari artisti per la fabbrica del
palazzo del cardinale.

Dictis die (2 ottobre 1477) loco et testibus.

Magister Julianus nardi eie florentia Sponte ha-
buit et recepit In presentia mej notarij et testium
Infrascriptorum a donino antonio Crutanij ut procu-
ratore Rrai Cardinalis conchensis et de eius pecuniis
ducatos triginta unum monete et bolonenos uiginti
sex prò residuo tricentorum ducatorum monete et
bolonenorum triginta unum ac complemento pretii
laborerii facti Johannis philippi galeffi et antonii
clementis lombardutij et andree gerardi sanctis de
papa (sic) bartolomej leonardi pasquinj salvi peru-
sinj galeffi Johannis nicolai pauli vannis restorj
bartolomei et laurentij colellj fabrice prefati Cardi-
nalis usque ad ultimum dictum mensem septembris
promiserunt (sic) etc. Jurauerunt etc. obligaue-
runt etc.

XXX.
1478 decembre 22.
Archivio Comunale di Recanati, Reformat. 1178.

Il Consiglio comunale di Recanati concede licenza di poter
usare per la costruzione della Basilica di Loreto della le-
gna già tagliata giacente nelle selve del comune, nonché
di tagliarne-dell'altra da alberi secchi, però alla presenza
dei custodi di dette selve.

Die xxij Decembris (1478).

Concilio M. D. P. Antianorum xxor et ce"'""1 po-
puli et hominum diete ciuitatis more solito con-
gregato et cohadunato: propositum fuit quid vide-
batur reformare super infrascriptas res:

Primo quid agendum sit de lignaminibus com-
munis concedendis Ecclesie Sancte Marie de laureto
videlicet prò fabrica eiusdem ecclesie videlicet de
illis smoxaturis palorum factorum prò portu.

Super prima: Quod auctoritate presentis consilij
concedatur licentia prò fabrica diete ecclesie Sancte
Marie posse incidere in siluis Communis de Illis li-
gnis alias incisis Iacentibus in dieta silua: Et de

1 Questo documento, come pure i tre segnati coi numeri XXXI,
XXXII e XXXIII, sebbene non parlino della chiesa di Loreto, sono
stati qui riportati, perchè, parlando essi di Giuliano da Maiano come
procuratore in Recanati del cardinale Venieri, del palazzo del quale
egli era architetto, e trovandosi con data posteriore altri documenti
che nominano lo stesso Giuliano anche come architetto della chiesa,
se ne può trarre la conclusione che egli lo fosse anche nel tempo
cui si riferiscono questi quattro documenti.

Archivio storico dell'Arte—Anno I, Fase. IX.

aliquibus arboribus siccis cum presentia deputato-
rum ad custodiam diete siine. Obtcntum per supra
dictos omnes consiliarios nemine discordante.
(Continua) p. Gianuizzi

Nuovi documenti
sull'altare roboiano nella chiesa di S. Medardo

in Arcevia.

Sino da quando mi accinsi ad illustrare lo splen-
dido altare in maiolica che Arcevia possiede, il quale
sinora da quasi tutti coloro che ne parlarono era stato
a torto attribuito a Pietropaolo Agabiti da Sassofer-
rato, 1 ebbi la sorte di trovare due brevi documenti
che si riferivano alle figure facte in Fiorenza; e
questi, insieme ai raffronti stilistici, mi parvero esu-
beranti a provare che il nostro altare doveva appar-
tenere ai Della Robbia. Un anonimo nel secolo scorso
li aveva tratti dal Libro della edificazione della
chiesa di San Girolamo e suo eremitano fuori
della porta di Roccacontrada, in oggi Arcevia, dove
in origine quell'altare lungamente si conservò. Da
quel giorno, io mi detti con ogni cura e per ogni
dove a ricercare questo prezioso libro, per verificare
quei documenti già trascritti e per rinvenirne degli
altri, che con più precisione si riferissero al monu-
mento robbiano, giacché ivi e non altrove più facil-
mente potevansi tali notizie rinvenire.

E male non mi apposi : poiché in quest'anno per
fortuita combinazione rinvenutosi quel codice, potei

i Marchese Amico Ricci, Memorie storielle delle arti e degli ar-
tisti della Marea d'Ancona. Macerata, 1834, voi. II, p. 183, 158.
Nel testo l'autore, parlando di Pietropaolo Agabiti come buon scultore
in plastica, dice che, dopo aver fatti alcuni lavori in Cupramontana,
mandò ad Arcev'a una Nostra Donna con gii ornamenti d'un intiero
altare, il tutto di terra cotta invetriata.

Nella nota poi aggiunge la descrizione del monumento e ter-
mina col dire, che questo pregevole lavoro, che segna l'epoca del 1513,
non invidia le opere di Luca Della Robbia!...

A questa istessa fonte attinsero gli eruditi annotatori del Va-
sari nella penultima edizione di Firenze (184G-57), il eomm. G. Mila-
nesi nell'ultima di Firenze (1873-85) ed il Barbet de Jouy nella mono-
grafia: Les Della Robbia (Paris, 1865), i quali tutti accennando a
questo capolavoro riportano nè più nè meno di quanto il Ricci asserisce.

Accolsero pure quest'erronea notizia il dott. Wilhelm Bode nel
libro: Die Kiinstler-Familie Della Robbia (Leipzig, 1878, p. 20);
Giuseppe Corona nel trattato: La Ceramica (Milano, 1879, p. 95);
Angelo Genolini nelle sue Maioliche italiane (Milano, 1881, p. 8);
ed il Cavallucci e Mounier nella loro opera magistrale: Les Della
Robbia (Paris, Rouam, 1884, p. 1G0), dove anzi si aggiunge che
« cette ceuvre est datée de 1513, et signée du noni du peintre Pietro
Paolo Agabiti de Sassoferrato » ! ! !... Ora, dopo questi documenti,
speriamo che, pubblicandosi qualche nuovo lavoro sui Della Robbia,
si vorrà finalmente restituir loro l'altare di Arcevia. Dissi che quasi
tutti attribuirono questo monumento all'Agabiti, perchè il prof. Ca-
risio Ciavarini, nella prefazione al Catalogo generale de'monumcnti
più ragguardevoli delle Marche, lo ascrisse a Luca Della Robbia,
cadendo in un anacronismo, ed Andrea Lazzari, nella sua Descri-
zione delle chiese di Urbino, più giustamente lo giudicò di Andrea
Della Robbia.

3
loading ...