Archivio storico dell'arte — 1.1888

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SPERANDIO DA MANTOVA

fedelissimo Servidore un gran soccorso e bene. Aliter non ci posso stare: e doline fino al core
dover cerchare altri paesi non me aiutando Vra Sigria perche glia havea deliberato e stabelito
vivere e morire sotto lombra de Vra ecia. Et per Ricordo di mei bisogni et affanni mando a Vra Siga
La Imagine de Vra Excia La qual farà parangone di quella pocha virtù che sco, essendo questa de
le minime che sapia, Ricordandovi che sei non fusse il bisogno che io ho de continuare la Ru-
brica (de pane aquirendo) haria facto molto meglio: Et anche credo Vra Sa il scapia, per alcune
mie operete che vi ho fatto apresentare da parte mia : Siche supplico a Vra Excia quella se digni
havermi per ricomandato nelle mie neccesita et per rescripto gracioso darmi aviso de quello ho
a fare. Nun alt0 a quella millies me Ricomando.

« Ferariae et ec.

« Excie V.

« femus Servitor Sperandeus de raantua aurifex habitator ferrariae ».

(fovis) « Illmo Principi et Exmo duo : dno Herculi Duci Ferre Mutine & Regij Marchionis estensis
Rodigijque corniti Dno suo plusque Singularj ».

La lettera è verosimilmente del 147J, perchè nell'inventario della guardaroba d'Ercole I
leggesi: «1471. adi nu° de Septembre Medari cinque, duo de arezento, uno ala Inmagine del S. D.
passatto, laltra ala Inmagine del S. D. presente ». Ora le altre medaglie, che rappresentano il duca
Ercole I d'Este, eseguite dal Gorradini e da Baldassare d'Este, sono del 1472, e quelle di autori
anonimi ci mostrano il duca in età avanzata; sicché è giuocoforza il ritenere che l'indicazione del-
l'inventario si riferisca alla medaglia dello Sperandio, e in conseguenza che tanto la medaglia,
come la lettera, sieno del 1471. Non occorre quasi osservare che l'artista, gravato di famiglia e
con figliuole da marito nel 1471, se fosse vissuto sino al 1528, come si è ritenuto, sarebbe arri-
vato ad età centenaria improbabile.

Oltre alla fusione di medaglie, lo Sperandio attese ad altri lavori in Ferrara. Lo scultore che
con Federigo Manfredi si obbligava a lavorare « de bronzio, de marmoro, dj terra, de designj, dj
piombo, de picture, de orfesarie», 1 non poteva limitarsi ad eseguire soltanto medaglie. Lo tro-
viamo infatti nel 1475 eseguire per la porta principale del Barco due teste di marmo. Era il Barco
un'immensa delizia, che si stendeva fuori della città di Ferrara, a settentrione, dai borghi di San
Leonardo e di San Guglielmo a mezzogiorno Ano al ponte Lagoscuro a settentrione, all'argine
Traversagno da occidente, a Francolino da oriente. Quest' immenso spazio destinato alla caccia,
abbondante di selvaggina, in parte piantato di alberi fruttiferi, in parte serraglio per cavalli, in
parte coltivato a giardino, destava l'ammirazione de' contemporanei. I poeti levarono a cielo la
magnificenza di Ercole: un anonimo trovava il Barco superiore al paragone delle più celebrate ma-
raviglie del mondo, 2 Tito Strozzi vi dedicò un epigramma, e Niccolò da Correggio certo pensava
alla costruzione d'Ercole quando scrisse:

E un bareno grande si stendeva poi
Ove passar vedeasi a schiere a schiere
Cervi, capriol, daini, algazelle,
Struzzi et giraplie con macchiata pelle.;i

Fu per la principale porta di questa delizia che lo Sperandio esegui nel 1475 due teste di
marmo, raffiguranti il duca Ercole. 4 Nell'anno seguente ne fece altre due, ma probabilmente in terra

1 Malagola, op. cit.

2 Biblioteca Estense, Poesìe anonime, ms. Vili, 19.

3 Fabula jocundissima di Psycìie et Cupidine. Venezia, 1510.

4 Archivio suda., Camera ducale, Zornale de intrata e usita de la chamara Duchale, y. y. 1475, a c. 42.

« Al nome di Idio MccccLxxv
« Sabado adi xxvj di Agosto
« Omissis.

« Alo Illmo n. S. Duca messer Erchules da esle per conto di lavorerj di zira e conta L. tredexe soldi trj de marchexana
per la sua Signoria a Mo Spieralndio da Mantoa schultore controscripto per resto di L. xxvj che luj dovia avere per sua
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